venerdì 8 aprile 2016

SAN BERNARDO D’AREZZO DOCUMENTI 01/04/1332 Magio del fu Cesco di Dato da Arezzo 41270 Nella casa del notaio rogante ,Arezzo. 18/04/1332 Goro del fu ser Giunta daMontelucci 41292 Actum: nella casa del notaio rogante, Arezzo 01/05/1332 Baldo di Ugolino da Rocca 41305 Actum: nel castello di Civitella 31/07/1332 Guglielmo del fu Feo da Toti 41526 Actum: Arezzo 23/08/1332 Goro del fu Ser Lorenzo di Ruggero d'Arezzo 41566 Actum: nelle carceri del Comune, Arezzo 25/10/1332 Magio del fu Cesco di Dato d'Arezzo 41656 Actum: nella casa del notaio rogante. Arezzo 14/11/1332 Chimento del fu Niccolò 41679 Actum: nella casa del notaio rogante. Arezzo 16/11/1332 Chimento del fu Niccolò 41683 Actum: nella casa del notaio rogante e fratelli, Arezzo 07/03/1332 Baldo di Ugolino dalla Rocca 41845 Actum: nella rocca di Vizzano. 03/06/1333 Fra Biagio de Ripe vescovo gialidense col mezzo del suo testamento ordina di esser sepolto nella chiesa di Monte Oliveto, alla quale lascia un suo Libro detto pontificale, ed un altro detto Sermonale. Al monastero di S. Benedetto di Siena lascia un Breviario, ed al monastero di S. Bernardo d'Arezzo lascia un Messale, annullando con la presente disposizione ogn'altro suo testamento, e costituendo nel tempo stesso per suo esecutore e fidecommissario Fra Bernardo di Mino Tolomei abate di Monte Oliveto, che si trovava esso Biagio nel detto monastero di S. Bernardo d'Arezzo.(Era presente anche fra Innocenzo di ser Domenico di Torrita ed era priore Fra Simone di Tura) Rogato Francesco del q. Bernardo Vive d'Arezzo. BA pag. 2 25/07/1333 Don Bernardo del q. Mino da Siena abate di S. Maria di Monte Oliveto in Acona elegge Fra Bartolomeo di Mino in suo procuratore ad esigere tutto ciò che a lui appartiene in vigore del lascito di Fra Biagio, vescovo Gialidense ed agire qualunque lite, che possa egli avere in qualunque luogo, e con qualunque persona, permettendogli di poter sostituire uno o più procuratori. Rogato Giovanni del q. Ventura BA pag. 3 11/08/1333 Grazia del fu Bandino da Poggiolo Actum;nel castello de Gaonne 12/08/1333 Don Bernardo del q. Mino da Siena abate di S. Maria di Monte Oliveto Maggiore in Acona elegge Fra Bartolomeo di Mino in suo procuratore ad esigere qualunque somma di denaro ed ogni altra cosa a lui appartenente e specialmente tutti i beni che gli ha lasciato Fra Biagio vescovo Gialidense, e ad agire la lite, che passa con Pietro di Giacomo sostituendo su ciò uno e più procuratori, ed a fare quel tanto, che egli giudicherà più opportuno. Rogato Meo del Q. Grifolino. BA pag. 4 18/09/1333 Soldo di Palesino da Pistoia; Aldo di Tancredi da Arezzo 41447 Actum: nella chiesa maggiore in Fiesole, nel palazzo vescovile, in Fiesole. 09/11/1333 Pietro del fu Ugolino da Civitella 42111 Actum: nella casa dei figli di Dino di Pagno dei Fassoli. 14/11/1333 Andrea del fu Ser Maffeo da Pilli 42116 Actum: Arezzo 24/11/1333 Francesco di ser Astoldo notaio di Baldinuccio da Vitiano 42124 Actum: nella casa del notaio rogante, Arezzo 02/12/1333 Vanni del fu ser Verco notaio da Civitella 42135 Actum: al banco del giudice del diritto 26/12/1333 Francesco del fu ser Astoldo del fu Baldiniuccio da Vitaliano 42154 Actum: nella casa di Piero da Pietramala, Arezzo, nella casa del notaio rogante, Arezzo 07/01/1334 Vanni di Manente da Montelucci 42178 Actum: nella piazza del poggio del Signore di Pietramala, Arezzo 19/01/1334 Vanni di Manente da Montelucci 42200 Actukm: nel palazzo del Popolo. Arezzo 22/01/1334 Francesco del fu ser Michele 42205 Actum: nella casa del notaio rogante, Arezzo 26/02/1334 Francesco del fu ser Michele di Greppia da Campigliana; Paganello del 42245 Actum: nella casa del notaio rogante 16/03/1334 Guido di Guccio da S. Cosciano 42270 Actum: Firenze 23/03/1334 Tommaso del fu ser Giovanni del fu Finello da Latino 42281 Actum: nello spedale di S. Maria del Ponte, Arezzo 06/04/1334 Goro del fu ser Giunta da Montelucci 42301 Actum nella casa del notaio rogante, Arezzo 07/04/1334 Actum, Arezzo 21/08/1334 Actum, Arezzo 28/08/1334 Vanni di Manente da Montelucci 42303 Pace del fu Puccio da Arezzo 42451 Pace del fu Guidone da Rondine 42458 Actum, nella chiesa di S. Benedetto, Arezzo 27/09/1334 Cino del fu Vanni di Picconcino 42472 Actum: nella casa di Pallante di Carello, Arezzo 04/09/1334 Vanni di Manente da Montelucci 42474 Actum, Arezzo 20/10/1334 Rinaldo di Geri da Torrita 42565 Actum, in Betulle. 15/11/1334 Riccio del fu MIchele 42565 Actum: nella casa del notaio rogante, Arezzo 28/11/1334 Goro di ser Giunta da Montelucci 42592 Actum, Arezzo 21/01/1335 Marco del fu Baldo di Tancredi da Arezzo 42664 Actum, nella pieve di S. Maria, Arezzo 03/02/1335 Cione di Gabriello di Uguccione 42688 Actum, nel palazzo del comune, Arezzo 07/02/1335 Arezzo , S. Domenico (domenicani) Pergamena; mm. 455 x 205; stato di conservazione Buono mutila Notaio/i: Andrea del fu ser Maffeo da Pilli Actum: nella chiesa di S. Bernardo, Arezzo Fa parte delle pergamene Normali; cod. id. 00042695 Segnatura antica (su cartellino) 1335 Febbraio 7. Domenicani d'Arezzo Regesto in tomo 45 carta 181 R: “In nomine Dei Patris amen. Anno Xti a nativitate…sedente Domino Ludovico Imperatore imperante…” Fra Gregorio da Siena sindaco (e Priore) del monastero di S. Bernardo da Monte Oliveto d’Arezzo, a nome del detto Monastero assegna a donna Mea figlia del fu Ser Jacopo e sorella del fu Taddeo un fitto perpetuo di canone di 3 staia di grano in soddisfazione di £ 40 di den. lasciati alla medesima per legato del predetto suo fratello, la cui eredità era devoluta al suddetto monastero in pagamento per l’ingresso nel monastero medesimo di Francesco e Barboncino fratelli del suddetto Taddeo e professi dell’Ordine. Fatto in Arezzo Rog. Andrea di Ser Maffeo da Pilli giudice e Notaio. 09/02/1335 Cino del fu Giovanni Picconcini; Francesco del fu Vanni Picconcini 42697 Actum: nella villa di Capo di Monte 21/05/1335 Francesco di Ser Astoldo di Baldinuccio da Vitiano 42812 Actum: nella casa di Astoldo di Baldinuccio notaio, Arezzo 24/05/1335 Cino del fu Vanni di Picconcini 42819 Actum, nella casa di Pallante di Carello di Anzio, Arezzo 02/08/1335 Fresco del fu Pace di Riccomanno da Arezzo 42891 Actum, nella casa dei figli del fu Spacco negoziante, Arezzo 07/08/1335 Michele del fu ser Bandino di Cornia 42896 Actum, nella casa del notaio rogante, Arezzo 08/08/1335 Fresco del fu Pace di Riccomanno da Arezzo 42900 Actum: nella casa dei figli del fu Spacco negoziante, Arezzo 08/08/1335 Magio del fu Cesco di Dato notaio da Arezzo 42899 Dotto di ser Accorso de Pannivecchi fa fede e quietanza a Fra Gregorio priore dell'Ordine di S. Bernardo in nome degli eredi del fu ser Iacopo di Baroncino, per un letto che detto Iacopo avevagli prestato (135v). Fatto in Arezzo Actum: nella casa del notaio rogante, Arezzo 12/09/1335 Rosaldo del fu maestro Ventura fisico da Arezzo 42962 Actum: Arezzo 25/10/1335 Guido del Rodolfo da Arezzo 43039 Actum: nel palazzo del Comune, Arezzo 30/10/1335 Francesco del fu Bencivenni da Compi 43046 Actum:al banco del giudice delle cause civili, Arezzo 10/02/1336 Ranuccio del fu Ristoro da Arezzo 43210 Actum: nel palazzo del comune di Arezzo 01/03/1336 Cione del fu Gabriello di Uguccione 43293 Rappresentanza fatta da Fra Luca di Ghinalduccio da Arezzo, priore e sindaco del monastero di S. Bernardo d'Arezzo, al nobile milite Pietro Saccone vicario imperiale di S. Bernardo d'Arezzo, con la quale espone che i beni confiscati ad Artino di cambio appartenevano a Fra Iacopo figlio di detto Artino ((e monaco di detto ordine) per ragione del gius che aveva sopra le doti e donazioni (137v) di donna Maffea sua nonna, come madre di detto Artino suo padre, e di donna Ghita sua propria madre, la somma delle quali doti è riportata in questa carta. In conseguenza di ciò il suddetto Pietro Saccone dà ai monaci di S. Bernardo d'Arezzo il possesso di vari beni in questa carta descritti nei suoi vocaboli e confini Actum: Arezzo In nomine Domini Dei eterni Amen. Anno 29/05/1336 Giovanni di Ser Lorenzo da Parma; Riano del fu Michele 43378 Actum: nel castello di (...) 03/06/1336 Bartolo di Andrea di Civitella 43386 Actum: in Civitella 05/06/1336 Lando del fu Feo di Accorso 43389 Actum: nella contrada di Camporeggi, Siena 25/06/1336 Giovanni del fu Guidone da Potena 43409 Actum: presso la chiesa di S. Matteo di Colle 27/06/1336 Bandino del fu Bandino di Torscio 43411 Actum: davanti alla casa del fu Puccio 27/06/1336 Bandino di Bandino da Arezzoi Actum: davanti al palazzo del popolo, Arezzo 14/08/1336 Bandino del fu Bandino di Terscio da Arezzo Actum: nella chiesa di S. Martino, nella chiesa della pieve di Classe 27/10/1336 Magio del fu Cesco di Dato da Arezzo 43590 Actum: Arezzo 19/03/1337 Cecco di Pietro di Maffeo Brynella da Cortona 43831 Actum: nel palazzo di Saracino del fu Caino de Bonacosa da Mantova, nel contado di Cortona 30/03/1337 Goro del fu Pancino del fu Pancino 43848 Actum: nella bottega del notaio rogante, Arezzo 18/05/1337 Magio del fu Cesco di Dato da Arezzo 43937 Actum: nella casa del notaio rogante, Arezzo 01/06/1337 Pietro di Ricciardello da Civitella; Angelo del fu ser Vannni di ser Becco 43971 Actum: nella casa di Venturino di Biagio 02/06/1337 Senza nome, perchè mutilo 43978 25/07/1337 Pucciarino del fu Pagno di Puccio Compagni da sassolo, Bassiano 44016 Actum: nella cancelleria del palazzo dei Signori, Mantova. 17/08/1337 Iacopo del fu ser Feo di Jacopo da Arezzo Actum: nella chiesa di S. Chimento, Arezzo. 02/09/1337 Vanni del fu Francesco da Arezzo 44121 Actum: Arezzo 17/09/1337 Antonio del fu Pietro da Subbiano 44112 Actum: nel chiostro ossia nella piazza del monastero di Pionta, presso Arezzo 18/09/1337 Dino del fu Vanni da Miliscano 44110 Actum: al banco del giudice delle cause civili, Arezzo 25/10/1337 Goro del fu Raniero 44153 Actum: nel palazzo comunale Arezzo, nella chiesa di S. Martino, Arezzo 15/01/1338 Vanni del fu Giovanni da Arezzo 44295 Actum: nella casa del notaio rogante, Arezzo 21/01/1338 Nuccio di ser Poggio da Castiglione Ubertini 44311 Actum: nella curia di Castiglione Ubertini 01/02/1338 Nicoluccio detto Ciuccio del fu Salvuccio da Rigomagno ora di 44336 Actum: nel castello di Lucignano 11/02/1338 Cecco del fu Mencio da Montelucci 44328 Actum: nella porta del foro, Arezzo 04/04/1338 Francesco del fu Vanni di Picconcino; Luto del fu ser Francesco di 44390 Actum: nella pieve di S. Maria, Arezzo 30/04/1338 Vanni del fu ser Marzio 44427 Actum: Arezzo 11/07/1338 Egidio di ser Gilio da Perugia 44558 Actum: Perugia 03/11/1338 Michele del fu ser Bandino da Cornia; Jacopo del fu Ghino da Arezzo; 44719 Actum: nella casa di Piero setaiolo del fu Ristoro, Arezzo 18/01/1339 Angelo del fu ser Cialdo 44842 Actum: nella casa di Vollia giudice del fu maestro Andrea, Arezzo 14/02/1339 Chimento del fu Niccoluccio da Arezzo 44868 Martino del fu Brandaglia da Arezzo assieme con Vanni di Toccio da Cortona abitante in Arezzo vendono a Fra Pietro di Donato priore del monastero di S. Bernardo dell'ordine di S. Maria di Monte Oliveto, recipiente per detto monastero, una casa con terreno confinante con il medesimo per prezzo di 132 lire di denari aretini Fatto in Arezzo nella chiesa di s. Bernardo suddetto Actum: nella chiesa di S. Bernardo 15/02/1339 Paolo del fu Rosso del fu Francesco da Cortona 44913 Actum: nel palazzo di Saracino dei Bonaccorsi di Mantova nella villa di Bocena, nel contado di Cortona 10/03/1339 Marco del fu Baldo di Tancredi da Arezzo 44941 12/03/1339 Paganello del fu ser Michele; Magio del fu Cesco di Dato da Arezzo 44957 Actum: Arezzo 24/04/1339 Francesco di Forte della parrocchia di S. Iacopo di Porta Eburnea 45003 Actum: davanti alla casa dei figli di Insegna e di Nino di Lello, nella piazza del Comune, Perugia 15/05/1339 Francesco di ser Alfredo di Baldinuccio 45047 Actum: nella casa del notaio rogante, Arezzo 22/05/1339 Ricco del fu Michele da Arezzo; Lando del fu Feo di Accorso 45085 20/06/1339 Marco del fu Baldo di Tancredi da Arezzo 45144 Actum: davanti alla casa di Ciolo del fu Baldinotto, Arezzo 29/06/1339 Niccoluccio chiamato Ciuccio del fu Salvuccio da Rigomagno già di 45130 Actum: nella strada pubblica, nella curia di Marciano 18/07/1339 Francesco di Gherarduccio dell'Orto di Arezzo 45175 Actum: davanti alla casa del notaio rogante in Oliveto 19/07/1339 Angiolo del fu ser Cialdo 45182 Actum: nel palazzo del Podestà, Arezzo 16/08/1339 Angiolo del fu ser Cialdo 45214 Actum: nella casa del notaio rogante, Arezzo 26/08/1339 Giovanni di Francesco di Altuccio 45243 Actum: nel palazzo del Podestà, Arezzo 06/09/1339 Dai documenti di S. Bernardo d'Arezzo. N. 581. Atti civili avanti Donosdeo vescovo di Siena in occasione di una lite vertente fra Galletta di Nicola Ragnoni da Siena agente per sè e per Nicola suo padre e altro Niccolò suo figlio da una parte, e Fra Bernardo del fu Mino de' Tolomei abate del monastero di S. Maria di Monte Oliveto, e donna Tora (150r) vedova di Branca degl'Accarigi di Siena esecutori testamentari del suddetto Mino dall'altra parte. Questi atti sono compilati a petizione del suddetto Galetta che chiede di rescindere un istrumento di fiorini 400 d'oro, che egli doveva al suddetto Mino, come contratto usurario e ingiusto. Manca la sentenza. Questi atti sono contenuti in un quaderno di cartapecora di dodici carte. Atti civili fatti avanti Donosdeo vescovo di Siena in poccasione di una lite 25/10/1339 Vanni del fu Giovanni, lanaiolo da Arezzo 45324 Actum: nella casa del notaio rogante, Arezzo 16/11/1339 Giovanni del fu ser Guadagno di Guiduccio 45403 Actum: presso il banco di porta S. Andrea nel palazzo comunale, Arezzo 01/12/1339 Michele del fu ser Bandino da Cornia 45423 Actum: nella casa del notaio rogante, Arezzo 05/12/1339 Francesco di ser Astoldo di Baldinuccio 45433 Actum: nella casa del notaio rogante, Arezzo 05/12/1339 Francesco del fu ser Astoldo di Baldinuccio 45434 Actum: nella casa del notaio rogante, Arezzo 07/12/1339 Federico di ser Recupero del fu Claro 45448 Actum: nello studio e casa di Ranuccio 11/12/1339 Masgio del fu Cellinuzio da Roselle 45415 Actum: Arezzo 12/12/1339 Cecco del fu Uguccionello da Arezzo 45431 Actum: nella canonica del Duomo 04/01/1340 Feo del fu Nigio Ascarello Leonardo del fu ser Nuccio di ser Rosado; 45528 Actum: davanti alla casa di ser Vanni di ser Becco da Civitella, in porta Foro. 17/01/1340 Lando del fu Feo di Accorso 45554 Actum: nella casa di Tommaso di Andreolo di Tommaso 02/02/1340 Gianni del fu ser Giovanni da Laterino 45607 Actum: nella casa del notaio rogante, Arezzo 20/02/1340 Andrea del fu Feo da Subbiano 45611 Actum: nella casa del fu ser Giontino notaio del fu ser Guglielmo da Monte 13/03/1340 Magio del fu Cesco di Dato da Arezzo 45665 Actum: Arezzo 20/03/1340 Francesco del fu Sozzo da Cortona 45669 Actum: nella casa del creditore, Arezzo 31/03/1340 Lando del fu Feo Accorso 45672 Actum: davanti alla casa dei figli di Buono speziale, nel borgo e contrada per Montetino di porta Foro, Arezzo 12/04/1340 Arezzo. Manno Donati di Fiorenza podestà d'Arezzo, Bindo Altoviti da Fiorenza, Capitano della Custodia del popolo d'Arezzo, e i priori e i Gonfalonieri col Consiglio generale della medesima città d'Arezzo, dichiarano che Fra Patrizio da Siena, e Fra Pietro Peruzzi da Fiorenza dell'Ordine di S. Bernardo nel tempo che sono stati Camerlenghi del Comune d'Arezzo, hanno molto bene amministrato il loro uffizio come apparisce dalla revisione dei conti. =Attestato di retta amministrazione rilasciato dal comune di Arezzo a Fra Patrizio Patrizi da Siena e Fra Pietro Peruzzi da Firenze camerari di detto comune. n.10). Rogato Pietro del q. Ser Grifo da Pratovecchio. AZ pag. 10 N. 1.2.3. Attestazione a Patrizio Patrizi e a Fra Pietro Peruzzi 13/04/1340 Arezzo Gregorio Foraboschi da Firenze monaco camaldolese e camerario del comune di Arezzo attesta di aver ricevuto dall'olivetano Pietro Peruzzi da Firenze, un tempo camerario del comune e da fra Patrizio anch'egli camerario, i residui del denaro amministrato nel tempo del loro incarico. (Reg. Oliv. I,14). Gregorio Foraboschi camaldolese attesta 21/04/1340 Fornascio di Fedartia della porta dei SS. Pietro e Paolo di S. Martino 45733 Actum: nella piazza del comune, Perugia 24/04/1340 Pietro del fu Ugolino da Civitella 45731 Actum: nella casa di ser Cione di Feo, in borgo degli Albergatori, Arezzo 22/05/1340 Francesco del fu Nuccio di Guidone di Bosera da Cortona 45810 Actum: nella piazza del comune, in Cortona 25/05/1340 Ambrogio di Finuccio della Poggiola 45810 Actum: nella villa di Rughetino 17/07/1340 Andrea del fu ser Maffeo da Pilli 45939 Actum: davanti alla casa della debitrice, Arezzo 18/08/1340 Giunta di Lapo da Agna 46003 Actum: vicino all'abitazione di ser Torro, nel borgo della pellicceria, Arezzo 14/10/1340 Giovanni del fu Gerio di Federigo 46106 Actum: nella casa di Meo di Ubertino dei Lodomeri, Arezzo 05/11/1340 Pietro del fu Ricciardello da Civitella 46193 Actum: in Civitella 09/12/1340 Pace del fu Guidone da Rondine 46231 Actum: presso la villa di Veprone, nella curia del castello di Civitella 07/01/1341 Blasio del fu Ventura Assoti di Arezzo Actum: nella chiesa di Partena 19/01/1341 Andrea del fu ser Masseo da Pilli 46337 Actum: nella casa di Egidio di Argomento, Arezzo 21/01/1341 Michele di Tano da Fiorenza eletto da Fr. Bernardo abate di Monte Oliveto in Procuratore per presentarsi alla Santa Sede in Avignone; ad effetto di esibire colà sotto precetto di S. Ubbidienza certe scritture ed appellazione interposta dal detto Fr. Bernardo e dal Monastero a Fr. Innocenzio di Ser Domenico da Siena e a Fr. Simone di Ser Tedicio da Firenze per motivo della controversia vertente tra Ghinizzone di Niccoluccio d'Arezzo e Fr. Pietro (di Donato) priore della chiesa di S. Bernardo d'Arezzo dell'Ordine di Monte Oliveto, protesta nella chiesa di S. Chiara dello spedale nuovo di Pisa che essendo ivi giunto ha cercato una barca per andare a quelle parti e che insomma è dispostissimo partire per la prima occasione e che a lui non si deve imputare per negligenza il trovarsi ancora in quel luogo. Rogato Romano del q. Giacomo da Pisa. 31/01/1341 Pietro di Jacopo da Cagli; Puccio di Fino; Chimento di Nicoluccio da 46325 Actum: al banco del tribunale del giudice dei malefici di Arezzo 03/02/1341 Lando del fu Feo di Accorso 43346 Actum: nella casa dei figli di maestro Simone medico della Contrada di Montetino,Arezzo 03/02/1341 Guglielmo di Bettino de Ratucci 46347 Actum: in casa di Biado di Mino di maestro Antonio, Arezzo 10/02/1341 Bartolo del fu ser Marzolo (=Marzio) 43367 Actum: davanti alla casa di Carlino di via..., Arezzo 10/02/1341 Biagio di maestro Simone medico di Pescaria 46366 Actum: nella casa degli eredi del fu Succio di Ranuccio, Arezzo 16/02/1341 Fresco del fu Pace di Riccomanno da Arezzo; Stefano del fu ser 46386 07/03/1341 Giuliano di Angelo di Sasso di Pietro da Arezzo 46450 Actum: al banco del giudice collaterale del podestà di Arezzo 10/03/1341 Giuliano di Angelo di Sasso di Pietro da Arezzo 46414 Actum: nel tribunale del giudice assessore del Podestà di Arezzo 18/03/1341 Paolo di Goro di Sassina 46447 Actum: nel palazzo comunale, al piano inferiore, presso la porta di Borgo, Arezzo 21/04/1341 Puccio di Nocco da Cortona 46458 Actum: in Cortona 22/05/1341 Vanni del fu Francesco da Arezzo; Giovanni del fu Borghesio da 46539 Actum: davanti all'altyare della Confraternita, nella pieve di S. Maria, Arezzo 01/06/1341 Chimento di Niccoluccio 46580 Actum: nella casa del notaio rogante, Arezzo 13/06/1341 Giovanni di Uguccio di Raimondo della pieve di Quarto 46572 Actum: nel tribunale del podestà, Arezzo 15/06/1341 Niccolò del fu ser Lazzerino dei Grassi 46577 Actum, nella casa del venditore, Arezzo 15/06/1341 Paganello del fu ser Michele 46576 Actum, nella casa del notaio rogante, Arezzo 16/08/1341 Giovanni di Uguccio di Rinaldo 46677 Actum, nel tribunale di Arezzo 24/10/1341 Giovanni di Andrea da Monte 46757 Actum, al banco del giudice delle cause civili, Firenze 27/10/1341 Nerio del fu ser Donato di Giunta da Castelfiorentino 46771 Actum, nel popolo di S. martino vescovo di Firenze 29/10/1341 Francesco del fu Sozzo da Cortona 46790 Actum, nel palazzo comunale, Arezzo 29/11/1341 Giovanni del fu Simone da Firenze 46831 Actum, nel popolo di Firenze, Firenze 22/12/1341 Niccolò del fu ser Lancino dei Grassi 46862 Actum, davanti alla bottega di Cecco di Rucco di Barbieri, nel cantone dei Calderai, Arezzo 24/12/1341 Nerio del fu ser Donato di Giunta da Castelfiorentino 46860 Actum, Firenze 20/03/1342 Renzio del fu maestro Migliore 46998 Actum, nella bottega di Ubertino di Simone di Pazzo dei Pazzi in cui abita Gemma del fu Guidone, Arezzo 28/10/1342 Riccio del fu Sandro da S. Anastasio 84801 Actum, davanti alla casa di Tebaldo del fu Federico speziale 28/10/1341 Ricccio del fu Sandro da S. Anastasio 47256 Actum, nella via pubblica, davanti alla bottega di Tebaldo del fu Federico speziale, Arezzo 10/11/1342 Giovanni del fu Goro 47307 Actum, davanti alla casa dei figli di Balduccio, Arezzo 26/11/1342 Chimento del fu Niccoluccio da Arezzo 47323 Actum, Arezzo 19/01/1343 Paganello del fu ser Michele 47489 Actum, in una cella del venditore, nel palazzo pubblico, Arezzo 26/01/1343 Lando di Feo di Accorso 47505 Actum, nella casa del notaio rogante, Arezzo 18/02/1343 Giuliano di Angelo di Sassi da Arezzo 47584 Actum, davanti alla casa di Pacciotto di Valiente 25/03/1343 Rozello del fu Franco, Ludovico del fu Andrea di Maffeo, Piero del fu 47636 04/05/1343 Francesco del fu Nuccio di Guidone di Bosera da Cortona 47713 Actum, nella piazza comunale, in Cortona 09/05/1343 Pietro del fu ser Cecchino di Frutto da Arezzo 47727 Actum, nella casa di Pietro fabbro, in Cigiano 14/05/1343 Andrea del fu ser Maffeo da Pilli 47706 Actum, nel palazzo comunale, Arezzo 30/05/1343 Francesco del fu Nuccio di Guido da Cortona 47688 Actum, nella casa del fu saracino dei Bonaccorsi da Mantova, nella villa di Boccina, nel contado di Cortona. 30/05/1343 Francesco del fu Nuccio di Guido da Cortona 47689 Actum, nella casa del fu Saracino dei Bonaccorsi da Mantova, nella villa di Boccina, nel contado di Cortona 07/07/1343 S. Giovanni di Siena Pubblicazione di una lettera del vicario generale del vescovo d'Arezzo indirizzata al monastero di S. Giovanni di Siena (volgarmente detto del Pescione), in cui si minaccia il priore di scomunica poiché aveva ricevuto, senza licenza dell'abate di Monte Oliveto, il monaco fra Bartolomeo di mastro Mino da Siena. (Reg. Oliv. I,15). Anche la lettera n.34 (edizione di Bose) in modo esplicito parla del caso. La lettera è rivolta da San Bernardo probabilmente al priore di Santo Spirito di Siena (dei Silvestrini) e si esprime in modo molto sincero e forte. Ecco il testo tradotto in italiano: “Reverendo padre e signore: conoscendo la vostra discrezione non ho esitato a visitare la vostra paternità con questa povera lettera. Sappia dunque la vostra bontà che uno dei nostri fratelli, di nome fra Bartolomeo di mastro Mino di Siena, ha perfidamente apostatato. Egli, come si racconta, in forza di una certa lettera del vicario del vescovo di Arezzo e di una certa dichiarazione fatta tramite lui, senza curarsi minimamente delle disposizioni del diritto è entrato nella forma religiosa dei fratelli di San Giovanni Battista: E la vostra sapienza sa bene secondo quali norme essi vivano. I nostri fratelli, quando lo seppero, consultarono subito degli esperti. E questi, rispondendo secondo il diritto, affermarono che il vescovo di Arezzo non poteva fare ciò, e tanto meno il vicario che da lui aveva ricevuto tale ordine; e che i suddetti religiosi, che si erano precipitati a quell’accoglienza temeraria, erano incorsi nella sentenza della scomunica. La dichiarazione di cui sopra, poi, ha valore nullo, poiché noi lo avevamo prevenuto in tale sua dichiarazione istruendo un processo secondo la legge, come la vostra santità, se vorrà, potrà vedere. Ecco, questo è il motivo per cui vengo a disturbarvi: si dice, o padre, che quell’apostata sia entrato da loro per poi passare al vostro monastero, cosa che udendola sembra impossibile a credersi. Ma poiché (mi) è sembrata possibile a motivo delle sue astuzie, non ho tardato a scrivere alla vostra bontà. E perché alla vostra sapienza non rimanesse ignoto ciò che era stato compiuto di nascosto, e di conseguenza il vostro monastero ne avesse a subire contemporaneamente il danno e l’infamia, con il consiglio dei fratelli cercherò di scrivere alla vostra discrezione quanto segue. Sappiate dunque, reverendissimo padre, che tale apostata è menzognero, e che è così astuto nelle sue bugie che nessuno, conversando con lui, se ne può difendere. Inoltre si è scoperto che è miseramente incorso in azioni e parole eretiche, come molti testimoni possono provare. Non solo, ma si è scoperto anche che egli rivela (i segreti delle ) confessioni, come dalla sua bocca molte buone persone hanno sentito chiarissimamente numerose volte. Potrei enumerare anche molti suoi vizi, ma per brevità passo oltre. Uno solo non è da passare sotto silenzio: egli stesso con un ferro si è amputato atrocemente il pollice della mano sinistra. Se egli sia un uomo da accogliere da parte dei buoni, lo discerna la prudenza vostra e dei vostri consiglieri. Il Tolomei si rivolse quindi al Vescovo di Arezzo, perché intervenisse. Da un documento rinvenuto all’archivio di Monte Oliveto Maggiore abbiamo il testo della lettera inviata dal Vescovo di Arezzo su richiesta di San Bernardo al priore del monastero di San Giovanni in Siena ed è questo: (7 luglio 1343) “Anno Domini millesimo trecentesimo quadragesimo tertio indictione undecima die septimo mensis julii, Petrus olim Berti Bencivennis de populo sancti Quirici de Senis costitutus in presentia religiosi viri fratris Johannis Borghesi de Flo(rentia) (da Castello?) prioris monasterii ecclesie sive loci sancti Johannis, quod locum vulgariter dicitur de piscioni de Senis presentavit prior ex parte venerabilis viri domini Niccholay de Florentia decretorum doctoris reverendi in Cristo patris et domini Bosi Dei gratia episcopi aretini vicarii generalis quasdam licteras apertas sigillatas sigilli curie dicti domini episcopi et eas legi fecit et pubblicare ibidem (publice?) per me notarium infrascriptum presentibus testibus infrascriptis. Et quia dictus dominus prior ipsas licteras in manu sua recipere noluit, dictus Petrus dictas licteras apposuit et aplicavit cum cera ad portam dicte ecclesie sancti Johannis presente et vidente dicto priore ut ad ipsius prioris et fratrum omnium dicte ecclesie sive loci notitiam possit et debeat dicte lictere pervenire et nullus possit verisimiliter earum ignorantiam pretendere aut etiam allegare. Tenor autem dictarum licterarum talis est videlicet : Nicholaus de Florentia decretorum doctor venerabilis in Christo patris et domini domini Bosi Dei gratia episcopi aretini vicarius generalis religiosis viris fratribus seu monacis sancti Johannis de Senis salutem in Domino sempiternam. Querebam pro parte reverendi viri domini abbatis monasterii sancte Marie de Monte Oliveto et monachorum eius recepit reverendus pater et dominus dominus Bosus episcopus aretinus quod (illegibile) nulla habita licentia ab ipso vel a nobis seu alio vicario ipsius domini episcopi aretini recepistis ad ordinem vestrum fratrem Bartholomeum magistri Mini de Senis monachum et professum dicti monasterii sancte Marie de Monte Oliveto non sine gravi pericolo anime ipsius. Quare tenore presentium de mandato ipsius domini episcopi aretini in irritum revocamus omnem licentiam per nos vel per precessores nostros concessas quod non credimus dicto fratri Bartholomeo concessam. Quocirca nos detendentes constitutiones ipsius monasterii de Monte Oliveto et ordinationes ordinis et vite ipsorum abbatis et monachorum eius ipsum fratrem Bartholomeum tamquam monachum dicti monasterii de Monte Oliveto nostre dioecesis citamus, monemus et requirimus. Nichilominus eidem fratri Bartholomeo sub excommunicationis pena mandamus nequam ex nunc prout ex tunc se noverit incursurum quatenus infra XV dies proximos venturos debeat redire ad dictum suum monasterium sub obedientia dicti sui prelati moraturum, quem terminum eidem pro primo secundo et tertio ac perentorie assignamus. Alioquin elapso dicto termino contra eum ad petitionem dicti domini abbatis procedemus et ad pubblicationem dicte excommunicationis et ad alia graviora prout iustum fuerit et vobis videbitur convenire. Datum Aretii in curia nostra episcopali die martij 24 mensis julii, XI indictione. De relatione autem et citatione huiusmodi fidem dabimus presentium partitor. Registrat. Presentibus ad cautelam eidem. Actum in ecclesia sive monasterio vel loco sancti Johannis de Senis coram Jacobo olim ser Bartali et Casino olim Dominaci de Aretino et fratre Francischino Guiducci de Treconçano Communi Aretii et fratre Matheo ser Therrigi(=Arrigi) de Florentia testibus presentibus vocatis ad haec et rogatis. ST. Ego Bartholomeus condam Jacobini civis Senensis auctoritate imperiali iudex ordinarius atque notarius predictis omnibus interfui et rogatus subscripsi et pubblicavi. Traduzione in italiano della lettera. Nell’anno del Signore 1343, indizione undecima, il 7 del mese di luglio, Pietro del fu Berto Bencivenni del popolo di San Quirico di Siena trovandosi alla presenza del religioso uomo Fra Giovanni Borghesi di Castello di Firenze, priore del monastero e della chiesa o del luogo di San Giovanni e questo luogo volgarmente detto “dei piscioni” di Siena, presentò al priore da parte del venerabile uomo signor Nicola di Firenze dottore dei decreti del reverendo in Cristo padre e signor Boso per grazia di Dio vescovo aretino vicario generale alcune lettere aperte sigillate del sigillo della curia del detto signor vescovo e le fece leggere e pubblicare in quel luogo pubblicamente attraverso di me notaio qui sottoscritto con i presenti testimoni infrascritti. E poiché Nel 1352, il monastero silvestrino di San Giovanni, fuori di porta Follonica, come già anticipavano voci recepite ed espresse nella precedente lettera di San Bernardo al priore di S. Spirito, venne effettivamente unito al monastero di Santo Spirito “cum omnibus suis iuribus spiritualibus et temporalibus, mobilibus et immobilibus (in PRE 2348, c.3) proprio a causa della generale povertà delle entrate e del ridotto numero di quei monaci , i cui due superstiti, costituivano gli unici sopravvissuti alla grande peste nera del 1348. “ Nell’anno dell’incarnazione del Signore 1352 l’ultimo di maggio P. Lando e procuratore della Chiesa e del Convento e dei frati di San Giovanni Battista dell’Ordine dei benedettini fuori della Porta di Follonica della città di Siena fece una supplica a nome del Sindacario e Procuratore anzidetto al rev.mo Don Azzolino allora Vescovo di Siena perché la sopraddetta Chiesa del Convento e dei frati di San Giovanni Battista con tutti i diritti spirituali e temporali mobili e immobili fossero uniti, congiunti alla chiesa e al convento e ai fratelli di Santo Spirito di Siena, sopra ricordati, dal fatto che nella stessa chiesa di San Giovanni non erano più in grado di espletare gli uffici divini con i confratelli li rimasti pochissimi di numero e che tale era l’indigenza di cui soffrivano per la porta Follonica così murata e ostruita , mentre prima era aperto il passaggio alle persone, che così erano costrette a fare un grande giro per il culto divino ogni giorno per la città e la campagna anche per aver il vantaggio dei beni spirituali necessari. Veramente i fratelli di Santo Spirito essendo in merito e in numero congruo e con essi dello stesso unico ordine, si ritenevano idonei a servire tutti e due i monasteri. Lo stesso vescovo appena venne a conoscenza di queste cose istituì subito per quest’affare e negozio come delegato un uomo venerabile Don Gualterotto Filippo, vicario generale del vescovo nella città di Siena: Questo Don Filippo Gualterotto ricevette i citati monaci ed eseguito il giuramento secondo i precetti dei canoni, con sette testimoni idonei con i quali esisteva piena conoscenza di tutte le cose, supplice il surricordato Procuratore che aveva esposto al Vescovo e riportò tutte le cose in integro allo stesso suo vescovo. Nell’anno stesso 1352 il giorno 6 giugno lo stesso Reverendo Vescovo ricevuta la supplica del procuratore stesso, con la rivelazione della verità disquisita attraverso i sette testimoni idonei, sedendo per il giudizio in tribunale, invocato l’aiuto di Dio e di tutti i santi concesse a Fra Giacomo (di mastro Mino e fratello di Fra Bartolomeo) dell’abbazia della città di Siena dell’Ordine Silvestrino, sia al Procuratore sia al reverendo P. Fra Nicola di Pignoso (pignolo) priore generale di San Benedetto di Monte Fano e dei fratelli di Santo Spirito di Siena ricevendo la stessa unione al richiedente e stipulando e ricevendo in nome del Sindacario (rappresentante come sindaco) per il convento e i fratelli di Santo Spirito, diede con autorità ordinaria, unì e aggiunse la chiesa e il convento dei fratelli e tutti i diritti di san Giovanni Battista fuori della porta Follonica in perpetuo alla chiesa, al convento e ai confratelli di santo Spirito sopraricordate, come le pubbliche stipule di tutte queste cose che sono state edite da Ghino del fu Foresi di Torrita nostro cittadino chiaramente (=liquido) manifestano. Queste cose fino a qui si trovano nel deposito dello stesso convento. L’antica chiesa di San Giovanni Battista fuori porta Follonica si trovò inglobata nella cripta della rinascimentale chiesa di San Giovanni Battista della Staffa in Pantaneto, oggi Oratorio della Contrada del Liocorno. (cfr. Liberati A., Chiesa di San Giovannino in Pantaneto. BSSP, 1953, pp.254-260; De Ceccherinis, Gli oratori..1995, pp.88-97). - La compagnia laicale di San Giovanni Battista nell’oratorio di San Giovanni nella Piazza della Staffa, vi officiava fin dal 1525. - Dopo la generale soppressione delle Compagnie, cioè dopo pranzo del 26 marzo 1796, domenica 4 di quaresima, vi fu processionalmente trasportato il SS.ma Sacramento dalla vetusta parrocchiale di san Pietro in Banchi, che tuttora conserva l’antico titolo. Dove finirono i documenti antichi del monastero di San Giovanni? Passarono al monastero di Santo Spirito? Sappiamo che il monastero di S. Spirito fu silvestrino dal 1311 per opera del quarto priore generale Fra Andrea di Giacomo da Fabriano, che nel suo lungo mandato (1298-1325) aveva fondato appena eletto anche San Marco di Firenze nel 1299. Un rogito notarile del 1317 descrive una lite tra i monaci di Santo Spirito e un certo Jacopo borsario (dalla Cronica Conventus Sancti Spirius de Senis ) (ASS.Patrimonio Resti Ecclesiastici -MS.2348,9. I Celestini terminarono la loro presenza con il priorato di Bartolomeo da Vallombrosa . Intorno al 1384 risalirebbe un tentativo di unione delle due case benedettine dei silvestrini e dei celestini. (cfr. Dizionario degli Istituti di perfezione, Roma, 1988, Vol VIII. Col. 15°8). San Giovanni di Siena : Lettera di San Bernardo Tolomei 14/07/1343 Berto del fu ser Dino da Petrognano 47805 Actum, Firenze 10/10/1343 Pietro del fu ser Zuffolino degli Zuffoli da Cesena 47942 Actum, nella curia di Civitella 04/01/1344 Guido del fu Rodolfo da Arezzo 48118 Actum, nella casa dei figli di Piero di Ristoro, Arezzo 14/03/1344 Jacopo di Bondi da Pistoia 48229 Actum, nella villa di Buocina nel distretto di Cortona 29/03/1344 Bettino di ser Ciuccio del fu ser Dardo 48292 Actum, a porta S. Angelo, Perugia 01/01/1345 Giovanni del fu Angelo da Cortona 48802 Actum, nella casa di Galeffo del fu Saracino, nella villa di Boccia, nel contado della città di Cortona 01/01/1345 Giovanni del fu Goro di Vanni 49371 Actum: nel chioostro di S. Agostino, Arezzo, davanti alla casa di Francesco del fu Maggio, Arezzo 16/01/1345 CVione del fu Gabriello di Uguccione, Pagno di Ceccolo del fu 48810 Actum: nella casa degli eredi di Fino del Portico, Arezzo 20/01/1345 Pietro del fu ser Grifo da Pratovecchio 48804 Actum: nel palazzo dei Priori, Arezzo 01/02/1345 Cecco dei Neri di Bindaccio 48930 05/04/1345 Paolo del fu Giuadagno da Pulica 48950 Actum: nel palazzo comunale, Arezzo 29/04/1345 Guido del fu Rodolfo 48955 Actum: nella casa della donatrice, Arezzo 03/05/1345 Giovanni del fu ser Ruggero degli Epistopolli da Cesena Actum: nella villa di Boccina 13/05/1345 Nuccio del fu ser Rosado di maestro Ventura fisico, da Arezzo 48998 Actum: presso la bottega di Donato di ser Vanni cambiavalute, nella piazza del comune, Arezzo 17/05/1345 Chimento sel fu Nicoluccio 27/06/1345 Angiolo del fu ser Cialdo notaio Actum: presso i beni di Cecco di Bernardino, nel distretto della villa di Pratantico 17/08/1345 Bartolo di Michele, Antonio di Maestro Lorenzo 06/10/1345 Francesco di ser Astoldo di Baldinuccio Cini Acgtum: nella bottega di lattino careggiaio di Pietro d'Arezzo in Cortona 09/11/1345 Pietro del fu ser Grifo da Pratovecchio Actum: nel palazzo dei Priori, Arezzo 10/10/1345 Andrea del fu ser Maffeo da Pilli 05/02/1346 Dino di Naldino da Volterra 49488 Fra Niccolò del fu Guardo cittadino aretino dell'ordine di S. Maria di Monte Oliveto fa fine e quietanza a Donato di Godolo cittadino aretino e a donna Pace sua moglie per la somma di 12 fiorini d'oro, di cui erano debitori. Actum: davanti alla casa di Mosca di Giuntarino, nella contrada di porta Silice, in Volterra Actum: davanti alla casa di Mosca di Giuntarino, nella contrada di porta Silice, in Volterra 14/03/1346 Meo del fu ser Isacco 03/04/1346 Puccio del fu Nocco da Cortona 49600 Actum: nell'abitazione di Manfredo detto Galeffo del fu Saracino, nella villa di Bocina, nel contado di Cortona 05/04/1346 Bartolo del fu ser Marzio 49589 Actum: davanti alla casa di ser Geri di ser Vanni di Voglia, nella contrada di porta Bina (Buia?), Arezzo. 24/04/1346 Ma(...) del fu ser Donato da Soci 49583 Actum: nella casa del notaio rogante, Arezzo 14/05/1346 Matteo del fu Goro di gualtiero 49638 Actum: nella villa di pietra, nel contado di Arezzo 26/07/1346 Vanni del fu Guglielmo di Anghiari 49729 Don Pietro come priore e sindaco del convento degli Olivetani di S. Bernardo d'Arezzo prende il possesso di una vigna posta nel piano d'Arezzo donata a detto convento da donna Donnessa, moglie del fu Maso da Arezzo Actum: nel luogo detto via Orciolana vicino alla vigna donata al convento di S. Bernardo, nel piano di Arezzo. (Fatto Nel palazzo del comune d'Arezzo) 01/08/1346 Francesco di Bettino di ser Maffeo da Cortona 49776 Actum: davanti alla casa di Vanni di Bongiovanni, nella ruga di porta Peceverandi 08/08/1346 Giovanni di Pannocchino da Arezzo 49766 Actum: nel tribunale del giudice assessore del podestà, Arezzo 16/10/1346 Giovanni del fu Goro da Venere 49841 Actum: nella casa di Francesco del fu Magio, Arezzo 03/12/1346 Guido del fu Simone 49944 Actum: nella casa di federico del fu ser Toso, nel terziere di S.Marco, in Cortona. 05/02/1347 Paganello del fu ser Michele di Greppia 50077 Actum: nel palazzo del Comune, Arezzo 09/02/1347 Fuccio di Ciuccio da S. Savino 50106 Actum: nella casa di Cenni di Bianco, nel castello di monte San Savino. 18/06/1347 Bartolomeo di ser Goro, notaio di Ranieri 50309 Actum: nella casa di Goro di bruno di Bartolomeo, in porta S. Andrea, Arezzo. 27/06/1347 Vanni del fu Guglielmo da Anghiari 50326 Actum: davanti alla bottega di Chele speziale, nella strada del borgo. 03/10/1347 Lando del fu Feo di Accorso 50539 Actum: al banco del tribunale, Arezzo 06/10/1347 Lando del fu Feo di Accorso 50582 Donazione e cessione di un credito. Suor Caterina del fu Ranerolo da Arezzo cede e dona a Fra Angiolo del fu Mannuccio da Arezzo del convento di S. Maria di monte Oliveto, recipiente per detto convento, un credito di 18 lire che aveva con donna Angela moglie del fu Goro da Arezzo per residuo di una maggior somma del prezzo di una certa quantità di veli o tovaglioli di fiore. Fatto in Arezzo Actum: nella casa degli eredi di Tresca, nella contrada dell'Orto, Arezzo 01/01/1348 Francesco di Chicco degli Arnoldi da Arezzo 51822 Actum: Arezzo 24/02/1348 Angelo del fu Mannuccio di maestro Tuccio da Arezzo 50856 Actum: nel palazzo del Podestà, Arezzo 04/04/1348 Antonio del fu Pietro da Subiano 50964 Actum: nella casa di Egidio del fu Mento da Celana, Arezzo 24/06/1348 Martino di Bettino da poppi, Giuliano di Angelo del fu Sasso, Francesco 51236 Actum: ella casa del notaio rogante, Arezzo 30/06/1348 Palazzo del fu Vannuccio da Arezzo 51294 Testamento nuncupativo di Perugino locandiere di Chiezzo citt. aret. il quale vuole essere sepolto nella chiesa dei Frati di San Bernardo d'Arezzo con la veste dell'Ordine Olivetano, lascia i suddetti Frati eredi universali di tutti i suoi beni, eccettuato un pezzo di terra posta in Ciareggiolo che lo lascia a donna Angela sua nipote. Fato in Arezzo. Actum nella casa del testatore, nel borgo di S. Bernardo, Arezzo 15/07/1348 Paganello del fu ser Michele di Greppia 51431 Testamento nuncupativo di donna Bartola del fu Guido da Lancisa contado di Firenze con il quale oltre vari legati lascia erede universale il Convento di San Bernardo d'Arezzo Fatto in Arezzo Actum: nella casa della testatrice, nel borgo di Strada, Arezzo. 18/07/1348 51431 Actum: nella casa della testatrice, nel borgo di Strada, Arezzo. Testamento nuncupativo di donna Bartola del fu Guido da Lancisa contado di Firenze con il quale oltre vari legati lascia erede universale il Convento di San Bernardo d'Arezzo Fatto in Arezzo Paganello del fu ser Michele di Greppia cittadino aretino giudice ordinario e notaro 06/08/1348 Biagio di Bello 51502 Actum: nella casa di ser Vanni del fu Voglia, nella villa di Caggi di Quarrata Particella del Testamento nuncupativo di Donna Gata di Garduccio dalla Renna contado d'Arezzzo per la quale lascia ai Frati di S. Bernardo di Monte Oliveto un fitto perpetuo di 7 staia di grano da pagare per la dote di Cecco dalla Penna cfr. sopra(Fatto nella villa di Caggia) 15/08/1348 Bartolo del fu ser Marzio 51508 Actum: nella casa dei frati di S. Bernardo, Arezzo Nanni del fu Giucca da Catenaria cittadino aretino, volendo vestire l'abito olivetano nel convento di S. Bernardo di Arezzo, dona al medesimo un fitto perpetuo di 20 staia di grano. Fatto in Arezzo 20/08/1348 Guido del fu Rodolfo 51553 Actum: nel luogo dei frati di S. Bernardo, Arezzo “In nomine Dei eterni, Amen. Anno Xristi a nativitate eiusdem millesimo trecentesimo quadragesimo ottavo, Indictione prima Domino Clemente divina providentia papa sexto presidente, die vigesimo mensis agusti. Cum sit omnibus manifestum hoc districtum pubblicum inspecturis id est prudens et discretus vir Ser Landus notarius olim Fei aretinus, dum de porta fori et burgo Montistini ex idea donationis inter vivos pro salute anime sue et suorum peccatorum remedio donavit dedit et concessit religioso et honesto viro Fratri Bernardi Lapi de Florentia ordinis fratrum sancte Marie de Monte Oliveto comitatus Senarum presentis et recipientis nomine et vice conventus fratrum sancti Bernardi comitatus Aretii dicti ordinis fratrum sancte Marie de monte Uliveto et pro dictis fratribus sancti Bernardi et conventus fratrum predictorum unam petiam terre vineatam positam prope civitatis Arety in predicibus Pitilgliani in loco dicto pozzo de pallante innixa omnia a duabus partibus et item filiorum domini ser Berbaldi et item plebis sancte Marie de Aretio et populum sane Buium Vingoris (?) et inde beni filiorum Cennis de Benania quam et dictus dominus Frater Landus donator vigintiduorum staiorum ad tabula in qua petia terre vineate et quedam domus constructa. Item duas petias terre simul positas in pendicibus Pitigliani predicti inter quas transit Bunis Vingonis sive Beni Donati de Guasconibus et Bonin Gualterii et item heredum Leppi Dotani quas ipse dixit: septem staiorum ad tabulam predictam. <<<

sabato 5 marzo 2016

Sant’Anna in Camprena – Siena ( 1334 –1784 ) ============================= Fin dal 1324, a circa quindici chilometri da Monte Oliveto Maggiore, madama Uguccia, vedova di Messer Ranuccio dei Ragnoni, entrambi senesi, donava agli Olivetani il suo palazzo e fortilizio in Camprena, presso Pienza (allora ancora Corsignano), perché facessero un monastero dedicato a Sant'Anna. Fu accettata l'offerta, ma, per la pochezza della rendita, non poterono i monaci trapiantarsi colà se non dopo vari anni. Più tardi nel 1334, vi fu posta una famiglia se pur piccola. Il 4 maggio 1347 è Priore Fra Taddeo Stefani di Firenze. E’ interessante ricordare la donazione fatta al monastero di San Benedetto a Porta Tufi dell’anno 1363, perché può essere un documento importante per la conoscenza del tempo più antico di Spedalone e del Podere Ragnuzzo. - Donazione di 25/720 parti da Giovanni Ragnoni (B 7 – UU f.43 fac.2) Da Giovanni del già Lando di Giotto Ragnoni e da Donna Filippa del già Figo di Leo sua moglie, fu donato al Monastero di San Benedetto 25 delle 720 parti degli infrascritti stabili, sotto rogito di Ser Brizzo del già Pavolo. Cioè una casa posta nel popolo di San Martino, confinante da uno la strada maestra, da lato il chiasso e da due gli Eredi di Donna Checca del Priorino; tutta la parte e ragioni che avevano di certe case basse colle Bottegne, poste in detto popolo, confinante da due strade e da un’altra Francesco di Arrigo di Cione Ragnoni; tutta la parte e ragioni che gli si competevano di certa Bottega in Contrada di Parrione, confinante con la strada di Parrione, con Francesco di Biagio Piccolomini e cogli Eredi di Ragnuzzo Ragnoni come al Contratto sciolto in cartapecora segnato B 7 e al libro segnato UU a fo. 43 fac. 2. La povertà della casa fu sollevata con varie donazioni, specialmente nel 1368 con l'eredità di Angelo Martinotti senese. NOTAI Ecco i nomi dei notai che rogarono documenti riguardanti donazion o acquisti per il monastero. S. ANNA IN CAMPRENA 1363 - Rogito di Ser Brizzo del già Pavolo. 1381 sett. 12 - Ego Bonus q. Luce not. Dictus Corsignani comitatu. 1381 sett. 12 - Rogato Ser Azzolino del già Giov. da Siena not. 1382 gen. 21 - Not. Giovanni del fu Giovanni. 1382 lugl. 27 - Rogato Luca di Fuccio da Corsignano. 1382 dic. 6 - Rogato Giov. di Ser Giov. Not. Imp. 1385 lugl. 31 - Rogò Ser Pavolo del già Angelo di Monte Pulciano. 1385 sett. 18 - Ne viene fatta quietanza 1389 giu.18 - Rogato Ser Lipo del già Pietro di Monte Alcino. 1389 nov. 18. - Rogò Ser Lipo del già Pietro di Monte Alcino. 1390 feb. 13. - Rogò Ser Giacomo del già Ser Luca Civoli di San Quirico in Osenna. 1390 apr. 13 - Rogato Iacolino quondam Luce Cioli di San Quirico. 1390 sett. 1 - Donna Erminia di Asciano per suo testamento al monastero di Monte Oliveto 1390 sett. 8 - Rogò Sergio di olim Lenzo Gigli not. 1392 giu. 13 - Rogò Ser Lipo del già Pietro di Monte Alcino, notaio cittadino senese. 1393 lug. 27 - Rogò Ser Silvestro del già Ser Cecco di Monte Alcino not. Pubblico. Sant’Anna in Camprena 34) 1381 sett. 12 Donazione di Caterina a sant’Anna in Camprena. Actum in Castro mozzo comitatu Senarum, in domo Domne Catharine. Ego Bonus q. Luce not. Dictus Corsignani comitatu. 35) 1381 sett. 12 Don Cristoforo Rettore di S. Fiore di Montisi vende per fiorini 4 d’oro a fra Nicola di Arezzo monaco di Sant’Anna un pezzo di terra in corte di Castel Mozzo in luogo detto Colle Aruscioli al quale confina da due parti il monastero. Rogato Ser Azzolino del già Giov. da Siena not. 36) 1382 gennaio 21 Niccolò di Cione di Siena vende per fiorini 12 d’oro. Not. Giovanni del fu Giovanni. 37) 1382 luglio 27 Donna Pia moglie di Francesco di Chele vende per fiorini 26 d’oro a fra Tenoro da Spoleto monaco che compra per il monastero di S. Maria di Monte Oliveto un pezzo di terra e un prato posto in Castelmozzo. Le Catera Rogato Luca di Fuccio da Corsignano. 38) 1382 dicembre 6 Donna Tessa vedova di Guidotto di Mino, e Mino figlio di Guidotto di Castel mozzo vendono per fiorini 20 d’oro a Biagio di Guido di Giacomo una casa in Castel mozzo alla quale confina da due parti la via, Lorenzo di Ranuzzo, gli eredi di Muccia di Ser Ghino. Rogato Giov. di Ser Giov. Not. Imp. 39) 1385 luglio 31 Gerardo del già Cintino detto il Gallo del Contado di Montepulciano e donna Giacoma sua moglie vendono a fra Pietro di Lotto di Fiorenza monaco e Procuratore di Monte Oliveto un pezzo di terra lavorativa per fiorini 5 d’oro in corte di Monte Pulciano, nella villa di Celiano confinano i frati di Monte Oliveto. Rogò Ser Pavolo del già Angelo di Monte Pulciano. 40) 1385 settembre 18 Fra Pietro di Lotto monaco del monastero di Sant’Anna paga per detto monastero ad Ambrogio d’Angelo Sindaco del comune di Lucignano d’Asso fiorini 71 d’oro per il debito di danni dovuto a detto Comune dagli eredi di Naldo del Vecchio e ne viene fatta quietanza. 41) 1389 giugno 18 Mauro del già Guido di Mannuccio di Montisi vende per fiorini 2 d’oro a Nerio di Ragnuzzo de’ Ragnoni un pezzo di terra lavorativa in corte di Contrada detta Fonte alla Cella la quale confina nella chiesa di Santo Fiore di detto Castello. Rogato Ser Lipo del già Pietro di Monte Alcino. 42) 1389 novembre 18. Angelo e Nuccio figlio del già Cislo di Castelmozzo vende a Francesco di Nei di Marsilio di detto luogo una casa priva di castello per fiorini 10 d’oro. Rogò Ser Lipo del già Pietro di Monte Alcino. 43) 1390 febbraio 13. Angiolo del già Puccio di Cecco di Petroio per fiorini cinque d’oro e soldi 4 di denari sanesi vende a Duccio di Ranuzzo de’ Ragnoni un pezzo di terra parte prativa parte lavorativa e parte soda in corte di Petroio in contrada di San Lorenzo al quale confina il fossato Trove, i frati di Monte Oliveto. Rogò Ser Giacomo del già Ser Luca Civoli di San Quirico in Osenna. 44) 1390 aprile 13 Cristofano del già Butino di Castelmozzo e donna Guiduccia sua moglie vendono per fiorini 7 a Fra Severo di Gionterino di Città di Castello monaco che stipulava per il monastero di Santa Maria di Monte Oliveto un pezzo di terra lavorativa posta nella corte di Castelmozzo in luogo detto Oriolo. Rogato Iacolino quondam Luce Cioli di San Quirico. 45) 1390 settembre 1 Fra Simone Grontadini di Città di Castello monaco prese il possesso delle possessioni appresso poste in corte di Castelmozzo lasciati da Donna Erminia di Mino Cenni di Asciano per suo testamento al monastero di Monte Oliveto (cfr. l’elenco dei 16 pezzi di terra). 46) 1390 settembre 8 (218) Gio. di Francesco della Fama di Castemozzo vende per fiorini 4 d’oro a Fra Severo monaco che compra per il monastero di Santa Maria di monte Oliveto un pezzo di terra soda e parte boscata in corte di Castemozzo in luogo detto Costa guiarachij nel quale confina detto monastero e lo Spedale di Santa Maria della Scala. Rogò Sergio di olim Lenzo Gigli not. Li 8 settembre 1390. 47) 1392 giugno 13 Luca di Guidotto di Castemozzo vende per fiorini 12 d’oro a fra Tommaso di Cecco di Perugia che compra per il monastero di Monte Oliveto di Chiusure un pezzo di terra in corte di Castemozzo in luogo detto La Fornace, al quale confina detto Monastero da due parti e Pietro di Menco dall’altra. Rogò Ser Lipo del già Pietro di Monte Alcino, notaio cittadino senese li 1392 13 giugno. 48) 1393 luglio 27 Oblazione a Sant’Anna Pietro Ceccharini di Chianciano abitante a Montisi comitato di Siena e donna Piera sua moglie donavano se e le cose loro a Fra Giovanni Chola di Perugia priore di Sant’Anna in Camprena: rimanendo genuflessi in presenza del venerabile uomo fra Lorenzo di Perugia abate del monastero di Monte Oliveto che li riceve per detto monastero di Sant’Anna. Rogò Ser Silvestro del già Ser Cecco di Monte Alcino not. Pubblico 27 luglio 1393. Nel 1464 vi morì di peste Fra Simone di Baggio, ex abate generale, essendo priore di S. Anna in Camprena. - L'anno 1486 fu venduto dal Monastero di San Benedetto a porta Tufi di Siena il Podere denominato Salva Domenici, confinante col Podere de Spedalone al Monastero Olivetano di Sant'Anna per fiorini cento sotto rogito di Ser Iacomo Mochi annotato al libro segnato UU a fo. 173 ed al libro rosso segnato R a fo. 77 fac. 2. Nel 1501, sull'albeggiare del secolo XVI avvenne il rinnovamento del monastero di S. Anna che apparve quasi l'araldo dell'Archicenobio nel cammino dell'arte. Piccolo e povero per l'innanzi, fu beneficato dalla splendida luce umanistica che emanava dalla vicina Pienza, succeduta al vecchio Corsignano e s'ingrandì ed abbellì anch'esso. Ebbe cioè nel 1501 un vasto ed elegante chiostro rinascimentale in forma quadrata ed un intarsiatore olivetano, Fra Paolo da Recco, lavorò per il nuovo refettorio alcune magnifiche spalliere, che scomparvero più tardi, al tempo della soppressione napoleonica. In questo stesso refettorio si esercitò allora anche la grande arte pittorica del celebre Giovanni Antonio Bazzi, detto il Sodoma, a cui fu allogato il lavoro il 10 luglio 1503. (Arch. Stato Fir. Patrim. Eccl. Pienza = Compagnie soppresse, A. CCCIX, vol. 1-2 (461), f. 18 bis). Vi eseguì sei storie, con alcuni tondi e fregi decorativi ricorrenti lungo le pareti, terminando tutto in circa undici mesi, prima cioè che fosse chiamato a dipingere in Monte Oliveto Maggiore. La costruzione della chiesa proseguì molto lentamente per penuria di mezzi, finché il medesimo priore che aveva chiamato il Sodoma a Camprena, cioè Fra Filippo Villani di Viadana, la poté compiere nel 1517 mediante un prestito di trecento scudi d'oro ottenuti dal monastero olivetano di S. Giorgio di Ferrara.(Arch. di S. Giorgio di Ferrara). L'autorizzazione per il prestito fu rilasciata al priore Fra Antonio di Ferrara dall'abate Generale Porcelli di Gubbio sotto la data del 30 maggio e anche del 14 giugno 1517. Nel 1530-32 Fra Miniato Pitti richiese il Vasari per delle pitture per S. Anna in Camprena e per l'abate generale Fra Angelo Ceriani di Albenga Nel 1546 Sant'Anna fu dispensata dal pagamento dei viaggi del Procuratore, forse per situazioni di difficoltà economiche del monastero Nel 1554-55 il monastero di S. Anna in Camprena fu più volte depredato e barbaramente devastato dai francesi, alleati di Siena e l'abbazia dipendente di Sicille fra Montisi e Torrita fu quasi distrutta dagl'Imperiali. Nel milleseicento fu abate Don Ippolito Campioni di Siena. In seguito vi fu abate Don Taddeo Pepoli di Bologna divenuto abate generale nel 1651.. Nel 1707 era abate il senese Don Vittorio Borghesi. Nel giubileo del 1750, il vescovo di Pienza, Francesco Maria Piccolomini, aveva obbligato tutti gli Olivetani di S. Anna e dell'Archicenobio a visitare la chiesa cattedrale per l'acquisto delle indulgenze. Era un disagio non piccolo per i monaci, data la molta distanza di Monte Oliveto da Pienza. Ma il D'Anna si procurò subito da Roma il privilegio di visitare invece gli altari della chiesa dell'Archicenobio, e per non guastarsi col vescovo, puntiglioso, mandò a Pienza, durante l'anno, ora questo ora quell'oblato, oltre i soliti chierici per le sacre Ordinazioni. Il monastero di sant’Anna in Camprena presso Pienza fu soppresso il 31 maggio 1784, su proposta del vescovo di Chiusi-Pienza, che provvide anche all’esecuzione del provvedimento e con ordine di sgombro immediato, i suoi beni furono destinati al patrimonio Ecclesiastico di Pienza, quindi fu abbandonato tutto e i monaci furono aggregati al monastero di Siena, come pure al monastero di S. Andrea di Volterra Monastero di Sant'Anna in Camprena Soggiorni per gruppi nel bellissimo Monastero di Sant'Anna in Camprena, dove è stato girato il film "Il paziente inglese" Siamo entrati nel terzo millennio, nel mondo della tecnologia, dei computers, internet, le e-mail: Basta!!! Ci vuole un po' di pace per le nostre menti stanche. Bisogna riuscire a regalare del tempo allo sguardo, ai suoni, agli odori che si possono riscoprire solo in luoghi unici, un po' "fuori dal mondo", immersi nella campagna e nella storia. E' con questo spirito che ci si avvicina a questo luogo insolito, attraversando strade alberate di cipressi come dentro una pubblicità, andando con la mente indietro nel tempo come a figurarsi antichi carri medioevali che attraversavano i crocevia (chi non ricorda Benigni e Troisi quando nel famoso film "Non ci resta che piangere" arrivano a Frittole?): ecco la sensazione, l'improvviso trovarsi in un mondo antico, ecco: questo è il Monastero di S.Anna in Camprena, poco distante da Pienza (città ideale del Rinascimento), al quale si arriva percorrendo una piccola strada fino a raggiungere un vecchio cartello di legno, la strada diviene sterrata, in salita e finalmente siamo qui, lontano da tutti, anche dalle e-mail! La struttura possente del Monastero, in cima alla collina, dà sicurezza, come se sovrastasse il mondo. Anche se oggi, all'interno, le celle dei monaci sono divenute camere per soggiorni agrituristici, pur mantenendo la loro semplicità, l'effetto dell'ambiente non è cambiato: l'antica cucina del monastero è sempre là, con il grande focolare, nella grande sala da pranzo troneggia l'antico arazzo con l'albero genealogico della famiglia Piccolomini, come a ricordare che la storia è passata di qui e non si può fare a meno di notarlo; fuori, nel giardino, c'è sempre la grande vasca, oramai nota per le riprese del film "Il Paziente Inglese", qui girato qualche anno fa, che ha reso celebre questo posto, anche se la celebrità non l' ha cambiato! Nell'antico orto dove i monaci nei secoli hanno coltivato piante medicinali, potrete forse trovare l'attuale custode che sarà ben lieto di raccontare aneddoti antichi! Ecco il Monastero di S.Anna in Camprena: luogo ideale per gruppi che cercano la tranquillità oppure la possibilità di fare attività creative, in un luogo di pace. [nascondi] Libera la cultura. Dona il tuo 5×1000 a Wikimedia Italia. Scrivi 94039910156. Monastero di Sant'Anna in Camprena Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Coordinate: 43°07′42.44″N 11°39′00.81″E (Mappa) Monastero di Sant'Anna in Camprena La chiesa e il monastero Stato ItaliaRegione Toscana LocalitàSant'Anna in CamprenaReligioneCristiana cattolica di rito romano TitolareSant'AnnaDiocesiDiocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza Consacrazione1517Stile architettonicorinascimentaleInizio costruzione XV secolo Completamento1517Camprena Emanuele Repetti, nel Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana[1], indica l'origine del toponimo Camprena, con il quale è identificato il monastero di Sant'Anna, da Campus Arenæ (in italiano: campo d'argilla): la zona in cui sorge il monastero è al limitare delle Crete Senesi. Il monastero di Sant'Anna in Camprena è un ex complesso monastico olivetano situato nell'omonima località, all'interno del territorio del comune di Pienza, in provincia di Siena. Attualmente il monastero è adibito ad agriturismo gestito dalla diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza, mentre l'annessa chiesa, consacrata, è sede della parrocchia di Sant'Anna in Camprena[2]. Indice • 1 Storia • 2 Descrizione o 2.1 Chiesa  2.1.1 Esterno  2.1.2 Interno  2.1.3 Organo a canne o 2.2 Monastero  2.2.1 Refettorio o 2.3 Cimitero • 3 Note • 4 Bibliografia • 5 Altri progetti • 6 Collegamenti esterni Storia Nel 1324, San Bernardo Tolomei, fondatore dell'abbazia di Monte Oliveto Maggiore e dell'omonima Congregazione benedettina, fondò nei pressi di Castelmuzio un romitorio nei terreni donati dalla nobile senese Uguccia de Ragnoni che lì possedeva un palazzo fortificato. Nel 1334 un gruppo di monaci provenienti dall'abbazia di Monte Oliveto instaurò nel romitorio un vero e proprio monastero. La costruzione del nuovo monastero, dipendente da Monte Oliveto, venne avviata soltanto agli inizi del XV secolo e si protrasse fino al 1517; nello stesso anno, si ebbe la consacrazione della chiesa, dedicata a Sant'Anna. Il complesso fu oggetto di restauri anche nei secoli XVII e XVIII. Nel 1784 il monastero venne soppresso e divenne sede di una parrocchia della diocesi di Pienza dipendente dalla pieve di Santo Stefano a Cennano, presso Castelmuzio, e l'edificio un tempo abitato dai monaci divenne la canonica. Nel 1833, la parrocchia contava 108 abitanti[3]. Dopo esser stata residenza estiva del seminario di Pienza, alla fine del XX secolo il monastero è divenuto un agriturismo gestito dalla diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza. Nel 1996 sono state girate all'interno del monastero alcune scene del film Il paziente inglese, diretto da Anthony Minghella. Descrizione Il complesso monastico di Sant'Anna in Camprena è formato dalla chiesa abbaziale, dal monastero ad essa adiacente e dal piccolo cimitero, posto alle spalle della chiesa. Chiesa La chiesa, dedicata a Sant'Anna, madre di Maria (madre di Gesù), venne terminata e consacrata nel 1517, mantenendo nei secoli successivi le sue caratteristiche originarie. Esterno Facciata della chiesa La facciata della chiesa, stretta fra due lesene in laterizio e rivestita d'intonaco chiaro, è a capanna ed è preceduta da un sagrato rettangolare, sul quale si affaccia anche il monastero. Il portale d'ingresso, unico e privo di lunetta o cornice, è a due battenti lignei con semplici rilievi. Dinnanzi ad esso si trova un protiro in laterizio, a pianta quadrangolare, coperto con volta a crociera sorretta da quattro pilastri. Nella parte superiore della facciata si apre un rosone circolare leggermente strombato; termina in alto con un frontone triangolare ed un doppio cornicione. Le fiancate della chiesa e il transetto sono privi di elementi decorativi e presentano, come la facciata, un paramento murario d'intonaco chiaro alternato a lesene in laterizio. Al centro di ciascuna delle due facciate del transetto, prive di frontone, si apre un rosone circolare strombato. Lungo il fianco sinistro della chiesa, si eleva la torre campanaria quattrocentesca. Essa, a pianta quadrata, presenta nella parte inferiore delle finestre a feritoia e, in quella superiore, la cella campanaria. Essa si apre su ciascuno dei quattro lati con una bifora a tutto sesto sorretta, al centro, da un pilastrino. La copertura del campanile è in cotto. Interno Interno della chiesa L'interno della chiesa è a pianta a croce latina, con unica navata, transetto sporgente e coro quadrangolare con piccola abside semicircolare. Il piedicroce è formato dall'unica navata; essa è priva di cappelle laterali e si articola in tre campate rettangolari coperte con volta a crociera e intervallate da archi a tutto sesto alla base dei quali si trovano due lesene composite dipinte a finto marmo. A ridosso della controfacciata, vi è un'elaborata bussola barocca in legno dipinto. Il capocroce è composto dalla crociera, coperta con volta a vela, dal coro e dai due bracci del transetto, ognuno dei quali ospita, a ridosso della parete fondale, un altare barocco in stucco dipinto a finto marmo. L'altare di destra è sormontato da un quadro raffigurante Santa Scolastica e l'Angelo, mentre quello di sinistra da un quadro raffigurante la Madonna in trono col Bambino e Sant'Anna fra due monaci olivetani genuflessi, copia di uno degli affreschi del Monastero di Sant'Anna in Camprena#Refettorio#refettorio. Nel braccio sinistro del transetto, incassato nella parete, vi è il fonte battesimale. Il presbiterio accoglie l'altare maggiore in stucco dipinto a finto marmo. Al di sopra di esso vi è un Crocifisso ligneo barocco. Lungo le pareti del coro, a pianta quadrata e con volta a crociera, e della piccola abside semicircolare, si trovano gli stalli lignei del XVI secolo. Nel catino absidale è raffigurata la Colomba dello Spirito Santo fra una gloria di angeli. Lungo le pareti della chiesa vi sono tredici tele seicentesche raffiguranti Scene della vita di San Bernardo Tolomei[4]. Organo a canne L'organo a canne Al centro del coro, a pavimento, si trova l'organo a canne[5], costruito nel 1788 da Filippo Tronci per la chiesa di San Francesco di Fiesole ed acquistato nel 1914 dal vescovo di Chiusi e Pienza Giacomo Bellucci e in tale occasione restaurato da Onofrio Bruschi. Lo strumento è racchiuso entro una cassa lignea verniciata di bianco con modanature e specchiature; la mostra, composta da canne di Principale, è chiusa da due portelle recanti quella di sinistra lo stemma del vescovo Bellucci, quella di destra il cartiglio con l'anno dell’acquisto da parte del vescovo e il nome del donatore. La consolle, a finestra, ha un'unica tastiera di 47 note con prima ottava scavezza ed una pedaliera a leggio scavezza di 9 note (la decima aziona il Timpano a tre canne, ma solo a Contrabassi inseriti), costantemente unita al manuale; alla destra della pedaliera si trovano i pedaletti per la Terza mano e del Tiratutti del Ripieno. I registri sono azionati da manette a scorrimento verticale che si trovano alla destra della tastiera. Il sistema di trasmissione è integralmente meccanico sospeso, con alimentazione manuale dell’aria. Monastero La facciata del monastero Il monastero sorge alla destra della chiesa, ad esso adiacente. La sua facciata principale dà sul lato lungo del sagrato ed è priva di particolari decorazioni. Essa è caratterizzata da finestre rettangolari di varie dimensioni disposte asimmetricamente. Nella parte inferiore, si apre il portone d'accesso con arco a tutto sesto, con doppio battente ligneo. Nella parte superiore, in corrispondenza del portone, vi è un corpo sporgente poggiante su due archi pensili ogivali sorretti da mensole. Il monastero si articola intorno al chiostro, terminato nel 1501[6] e rimaneggiato nel XVIII secolo. Esso è a pianta rettangolare e le quattro gallerie, coperte con volta a botte, si affacciano sulla corte centrale con finestre chiuse da elaborate inferriate. Nell'angolo meridionale, vi è la vera da pozzo rinascimentale. Alle spalle del monastero, si trova un ampio giardino, delimitato da un muro, al centro del quale si trova una fontana circolare. Refettorio Il refettorio Lungo la galleria sud-orientale del chiostro, si apre un ambiente che dà sul refettorio. La sala, a pianta rettangolare, è coperta con volta a botte lunettata con tre lunette su ciascun lato corto e sette sui lati lunghi. Le due pareti d'ingresso e fondale sono decorate con affreschi di Giovanni Antonio Bazzi detto Il Sodoma, autore anche della decorazione a grisaille delle pareti laterali con Busti di Santi e Storie della vita di Sant'Anna e grottesche[7]. Gli affreschi del refettorio vennero realizzati a partire dal 10 luglio 1503 e terminati verso la metà dell'anno successivo. Un restauro conservativo è stato condotto nel 1970 come recita una lapide all'interno del refettorio stesso. Gli affreschi della parete d'ingresso sono separati da lesene corinzie dipinte con capitelli in rilievo, ed hanno i seguenti soggetti: a sinistra San Benedetto in trono in abiti pontificali tra monaci olivetani[8]; al centro il Compianto sul Cristo morto; a destra la Madonna in trono col Bambino e Sant'Anna fra due monaci olivetani genuflessi. Il sottarco della porta d'ingresso è affrescato con il Volto del Redentore clipeato fra grottesche. La parete di fondo, invece, presenta l'unico affresco con la Moltiplicazione dei pani e dei pesci tripartito da lesene. Cimitero Il cimitero del monastero è situato a sud-est della chiesa, da essa distaccato. Il camposanto, con sepolture a terra e a pianta rettangolare, è circondato da un alto muro in pietra, con un unico ingresso sulla parte anteriore chiuso da un cancello in ferro battuto. Sul lato opposto, vi è la cappella, in stile neogotico, con semplice facciata a capanna. Note 1. ^ E. Repetti, p. 180. 2. ^ Ministero dell'Interno, GU n.282 del 2-12-1989. URL consultato il 18 febbraio 2013. 3. ^ E. Repetti, p. 91. 4. ^ E. Torriti, pp. 53-54. 5. ^ Il Database Organi di organnews.eu. URL consultato il 18 febbraio 2013. 6. ^ P. Torriti, p. 64. 7. ^ E. Torriti, p. 55. 8. ^ E. Torriti, p. 54. Bibliografia • Emanuele Repetti, Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana, Vol. 1, Firenze, 1835. • Giovanni Battista Mannucci, Gli affreschi del Sodoma a S. Anna in Camprena (Pienza), Firenze, Tipografia Domenicana, 1912. • Enzo Carli, Il Sodoma a Sant'Anna in Camprena, Firenze, Edam, 1974. • Piero Torriti, Pienza. La città del rinascimento italiano, Genova, SAGEP, 1985, ISBN 88-7058-150-0. • Elio Torriti (a cura di), Edifici religiosi di Abbadia Sicille, Petroio, Castelmuzio, Sant'Anna in Camprena e Trequanda (con notizie sulle chiese di Montisi, Sinalunga, Tipografia Rossi, 1999. Altri progetti • Wikibooks contiene testi o manuali sulla disposizione fonica dell'organo a canne • Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sul Monastero di Sant'Anna in Camprena Collegamenti esterni • Sant'Anna in Camprena - Agriturismo in Val d'Orcia - Pienza. URL consultato il 18 febbraio 2013. • Geometrie fluide: Itinerari d'arte, Affreschi di Sant'Anna in Camprena. URL consultato il 18 febbraio 2013.

domenica 21 febbraio 2016

ARCHIVIO SANTA FRANCESCA ROMANA. FONDO S. MARIA NOVA – PERGAMENE ================================== Le pergamene del fondo di S. Maria Nova furono raccolte nel secolo XVII in 14 volumi ad opera dell’abate Pietro Rosini, che compilò anche un regesto inventario manoscritto di esse, conservato in quel archivio. (La biografia di Don Pietro M. Rosini, archivista olivetano. Nato a Venezia il 27 ottobre 1728 Vestizione nel novembre 1743 Professione religiosa il 17 novembre 1744. Archivista Cancelliere Segretario generale Abate A S. Maria Nova fino al 1798 Fu a S. Elena in Insula di Venezia, costretto a passarvi le vicende politiche. Abate a S. Elena nel 1799 Verona- S. Maria in Organo nel 1805. Abate. Adria, badia di S. Maria dove morì il 10 maggio 1807 a 79 anni. Ordinò l’archivio di Monte oliveto Maggiore “ di Monte Oliveto di Napoli “ di S. Maria Nova. Abbiamo transunti del Rosini in : Cod. Vat. 7937, cc.17, 24, 26, 27, Cod. Vat. 7929, parte II, cc. 237 segg.) I volumi dal titolo “Tabula iurium ecclesiae et monasterii S. Mariae Novae” contengono le pergamene così divise: I - Dall’anno 982 all’anno 1209 II - “ 1209 “ 1299 III - “ 1301 “ 1359 IV - “ 1359 “ 1375 V - “ 1375 “ 1385 VI - “ 1385 “ 1399 VII - “ mancante (1) ora si trova in A:S:R. collezione Pergamene, casseta 30.Olivetani in Santa Maria Nova. (1400 – 1407) VIII - “ 1408 “ 1421 IX - “ 1421 “ 1431 X - “ 1432 “ 1499 XI - “ 1500 “ 1547 XII - “ 1548 “ 1585 XIII - “ 1585 “ 1643 XIV - “ 1643 “ 1763 Gli Atti o pergamene che mancano e che sono da ritenersi persi dal Regesto del Rosini e pubblicati dal Fedele sono: Dal I Volume atto del 1038.II.16 “ atto del 1038.XI.05 “ atto del 1039.X.11 “ atto del 1039.XI.12 “ atto del 1140.I.04 “ atto del 1042.II.10 “ atto del 1161.IX.30 “ atto del 1162:III.23 “ atto del 1164.XI.02 “ atto del 1180.I.23 “ atto del 1202.IX.15. L’edizione della pubblicazione delle pergamene dall’ anno 982-1200 curata da P. FEDELE, in archivio della Società Romana di Storia patria, XXIII-XXVI (1900-1903). I primi due volumi sono stati sfasciati e le pergamene restaurate, sono raccolte in cartelle e ordinate in base alla catalogazione dell’Abate Rosini Pietro, conservando tutti gli errori di datazione fatti in quel tempo e suddivise poi secondo il formato. STORIA DELLA BASILICA DI SANTA MARIA NOVA. ========================================== Su questo colle del Palatino nel 135 Adriano dedicò un tempio colossale a Venere e Roma. Nel 757-767 S. Paolo I romano edifica un oratorio ai SS. Apostoli Pietro e Paolo ( orazione su Simone). Nel 950 viene realizzato un nuovo edificio più vasto e adeguato, dedicato alla Beata Vergine con il titolo di S. Maria Nova, che raccoglieva i titoli e i privilegi della diaconia di S. Maria Antiqua e sotto il papa Gregorio V (996-999) ci fu la solenne dedicazione della chiesa, con nuovo refettorio e nuovo edificio. La storia della Basilica di santa Maria Nova viene illustrata dalle seguenti presenze: Dal 1061 al 1119 i Canonici Regolari di San Frediano di Lucca. Alla loro presenza il 29 gennaio del 1094 Urbano II consacrò Errando vescovo di Halbertstadt, e il 29 marzo Lamberto vescovo di Arras. Dal 1119 al 1351 furono presenti i Canonici Lateranensi con osservanza agostiniana Il 23 febbraio 1139 alla loro presenza Innocenzo III vi riceve la sua consacrazione e il 6 giugno 1161 viene fatta una nuova edificazione, con l’inaugurazione dei mosaici dell’abside e della torre campanaria. All’anno 1161 ci si riferisce quando Cenci Frangipane mostra sull’altare una grande immagine della Madonna, che la fama parla dipinta con arte da San Luca, che Angelo Frangipane, cavaliere romano aveva portata a Roma da Troade in Grecia, e che nel 1285 sotto Onorio IV tutto fu bruciato da un incendio ma l’immagine della Madonna rimase intatta. Nell’altare sono conservate le reliquie di cinque santi che si possono leggere da una parte e dall’altra del monumento. A destra: “Requiescunt corpora Sanctorum martirum Nemesij, Olimpij, Sempronij, Lucillae et Exuperiae. Adsunt et Reliquiae Sancti Petri et Sanctorum Innocentium, ac de craticula santi laurentij. A sinistra : Quicumque harum Reliquiarum aliquid hinc auferre et altare frangere praesumpserit Anatema sit, et maledictus a Domino Deo Omnipotente et a Jesu Cristo filio eius et spiritus sancto: Maledictus queque a Gregorio Urbis Romae IV Episcopo, nec non ab omnibus Episcopis, qui huic dedicazioni interfuerunt et has Reliquias hic uniti…deposuerunt. Supradicta haec in quidam tabella plumbea, quae cum Reliquiis in altare conservabatur erant descripta. Anno vero Domini MDLXXX. Cum altare hoc semotum, ac fabrefactum fuerit et Reliquiae in eo omnes reconditae Sanctissimus, Domino noster Gregorius divina providentia Papa XIII, supradicta omnia auctoritate sua sancivit.” Fu anche rifugio di Alessandro III, nell’annesso fabbricato eretto in fortezza dai Frangipane, e il papa da qui scriverà molte lettere intestandole :“apud Sanctam Mariam novam”. Nel 1189 era Card. Diacono Bernardo (da un atto di Clemente II alla chiesa senese) Dal 1216 – 1227 sotto Onorio III, sempre presenti i Canonici Lateranensi, dopo la devastazione di un tremendo incendio, verrà restaurato completamente il tetto della Basilica. Dal 1352 furono chiamati i Monaci di Monte Oliveto Maggiore. 650° DEI MONACI OLIVETANI A S. MARIA NOVA ========================================= La prima presenza dei Monaci di Monte Oliveto a Roma fu certamente a S. Giacomo alla Lungara nel 1339, dove dal 1249 c’ erano i Silvestrini, ma gli Olivetani vi rimasero poco, perché passarono prima in S. Maria in Domnica dal 1340 al 1347 e dal 29 maggio 1352 a Santa Maria Nova. Dopo una breve presenza quindi dei Canonici Regolari dell’Ordine di S. Agostino entrarono a Santa Maria Nova i Canonici lateranensi che rimasti solo due o poco più, ad essi seguirono i Monaci di Monte Oliveto Maggiore. Dalla “Rubrica delle Tavole segnate: Jurium ecclesiae et monasterii S. Mariae Novae” composta sotto il governo del rev.mo P. Abate Don Francesco M. Ilori di Fabriano da Don Pietro M. Rosini archivista olivetano in Roma nell’anno 1766 possiamo ricavare molti atti notarili che insieme a quelli trascritti dal fondo “MOMDIP” (=fondo diplomatico di Monte Oliveto Maggiore) raggiunge il numero di 44 atti. (f. 74) - 1352 23 aprile: Avignone. Anno X. Bolla di Clemente VI, con la quale ad istanza del Card. Pietro Belfort, Diacono di S. Maria Nova, unisce alla detta diaconia la chiesa di S. Maria de Palaria de Urbe, quale “Casinensae ecclesiae debet subesse” (f. 75) 1351 VII Kal. Maii. Avignone anno X. Bolla di Clemente VI, con la quale dà facoltà a Pietro Cardinale Diacono di S. Maria Nova di Roma di mettere al servizio di detta chiesa un priore e dieci monaci dell’ordine di Monte Oliveto, levando da esso li due Canonici dell’Ordine di S. Agostino, li quali erano ‘pueri vocem in Capitulo non habentes ‘ e trasferirli ove più gli paresse a proposito. 1) 1352 29 maggio: Ind. 5. Processo e Decreto esecutivo fatto da Pietro Card. Diacono di S. Maria Nova alla Bolla di Clemente VI, 1351 7 Kal. Maii, con la quale mutò l’Ordine di S. Agostino in quello di S. Benedetto degli Olivetani nella Diaconia. Il Pontefice accogliendo la richiesta del pio Cardinale inviò delle lettere all’Abate di Monte Oliveto nelle quali ordinava fra le altre cose che il progetto del Cardinale si potesse quanto prima realizzare con l’invio del priore con dodici monaci e per questo furono incaricati i RR. Monaci F. Cristoforo Lervini priore e Fr. Pietro di Roma procuratori della detta Congregazione Olivetana, “ nel qual giorno furono messi in possesso di detta Diaconia li detti Padri come consta dal Decreto: “quorum quidam monasterium tamquam nova plantatio ex irrigatione superna, tam in capite quam in membris, continuis proficit spiritualibus et specialibus incrementis, ex redolentibus monachorum ipsorum exemplaris vitae meritis et regularibus disciplinis, quae notoria fama divulgabat, ecc.” Il Cardinale supplicò il Pontefice che arrivasse a sollevare i monaci dalla povertà del momento e per questo furono loro concesse le rendite di Santa Maria di Palaria in Roma, togliendole da Monte Cassino. Passarono sotto il potere della Congregazione Olivetana e unite a Santa Maria Nova altre due chiese e cioè San Sebastiano alle Catacombe fuori le mura, che Alessandro III già nell’anno 1161 aveva affidata a Santa Maria Nova e per alcuni secoli così era avvenuto con il dovere di offrire due libbre d’incenso, ma che con Sisto V era stato tolto e annesso in perpetuo al Sacrario Pontificio. L’altra concessione a Santa Maria Nova fu Santa Maria del Porto Tarentino, che rimase solo per un certo tempo. Oltre queste due dipendenze a sostegno del monastero ci fu soltanto la loro bontà, la loro industriosa intraprendenza per aumentare largamente le entrate e così arrivò l’anno 1360. 2) 1352 15 luglio: Ind. 5. Istrumento di vendita di un pezzo di terra posto nel territorio di Tivoli nel Colle Forcolino fatto Bugarello quondam Angelo quondam Giacomo di S. Paolo a favore di Chonsta di Mascio di S. Polo per 8 fior. d’oro. Rog.to da Paolo Vangelo di Civitella not. 3) 1352 20 ottobre: In strumento di vendita della metà di una casa con orto e pozzo, fatta da Giovanna moglie di Cola a favore di Nardo quondam Matteuccio del rione e contrada di Campo Carneo p. 24 fiorini d’oro. Rog.to da Giordano quondam Giacomo de Zippis not. della P. R. 4) 1352 30 novembre: Ind. 6. Copie due dell’istrumento della metà di una casa e orto fatto da Paolo quondam Gotio Sparni a favore di Gio quondam Giacomo Gervasi per 40 libr. Di provvigione del Sen. Rog.to da Gio. quondam Ugolini et Gentili not. 5) 1353 8 gennaio. Ind. 6: Istrumento di vendita di tre parti, e di tre quarti di parte delle 4 principali parti della metà di un casale posto fuori Porta S. Paolo detto Ascratico e Senario de Rossi, fatto da Lellio di Giacomo quondam Gio Paolo Capozucchi per 900 fiorini. Rog.to da Francesco Pucci not. della P.R. col consenso dei RR. Monaci di S. andrea e Sabba proprietari et… 6) 1353 25 giugno. Ind.6; Decreto esecutivo della Bolla di Clemente VI fatto dal Card. Diacono di S. Maria Nova, col quale impone sotto pena delle censure all’abate e i Monaci di S. Lorenzo extra mura di ricevere nel loro monastero Fra Lorenzo dell’Ordine di S. Agostino, che era nella Diaconia di S. Maria Nuova; di dargli l’abito benedettino, e considerarlo come un altro monaco. 7) 1353 28 novembre. Ind. 6. In strumento di conferma e di approvazione della vendita d’un orto fatta da Teodora madre di Buzio tutorio nomine a pacina, fatto da Buzio allo stesso Pavina con altri patti, con lo stesso di lib. 10 prov. Rogato da Pietro not. (vedi 1347 16 aprile). 8) 1353 21 dicembre: Ind. 7. Istrumento di vendita della 3° parte delle tre principali parti di corte vecchia, di Torre Vergata e della 3° parte delle case, torri, chiostri e de’ casali, fatto da Lellio quondam Porcelli quondam Niccoli amatorio col consenso di Margarita quondam Butio quondam Gio. Rossi sua moglie a favore di Niccolò Tomasozio quondam Pietro quondam Tommaso per 1500 fiorini d’oro. Rogato da Francesco quondam Pietro Rosani, not. della P.R. 9) 1353 20 dicembre. Ind. 6. Istromento di vendita di 4 case poste in Borgo, fatto da Paolo quondam Lellio quondam Giacomo quondam Gio quondam Paolo del rione Campitelli col consenso di Erminia sua moglie e figlia di Pietro de Magistero di Lucca a favore di Paolo quondam Giacomo Dioteguardi e di Pietruccio suo figlio per 82 fiorini. Rogato da Giacomo quondam Giovanni Alberti. Not. P.R. 10) 1354 8 febbraio. Ind. 6. Istrumento di assicurazione della dote di Giacobella figlia di Andrea Dunerii di 22 fior. d’oro sopra una casa in Trastevere fatto da Antonio Necchesini marito della suddetta Giacobella. Rogato da Addone quondam Pietro Buccaciola not. della P.R. 11) 1354 21 giugno. Ind. 7. Istrumento di vendita della metà di una casa nella parrocchia di S. Lorenzo de’ Pescivola, posseduta l’altra metà da Gio. di Stefano Normanni, fatto da Meolo quondam Bartholomeo a favore di Palazzo, Cecco, Ciuccio fratelli e figli di Cola Ranfi, per prezzo di fior. 25 d’oro. Rogato da Giov. Quondam Pietro Bucciviola not. della P.R. 12) 1354 22 settembre. Ind. 8. Istrumento di vendita di un forno cum quodam Casareno seu orticello e di una cisterna grande in Tivoli, fatto da Gio. quondam Buzio quondam Biaggio a favore di Pavina Giudice per 80 lib. Provin. Senesi. Rogato da Pietro Canis di Tivoli not. 13) 1355 19 marzo. Ind. 8. Istrumento di vendita della metà di un oncia delle 12 principali oncie d’una Torre detta degli Amatesci nel rion di Parione e di due altre terze parti di oncia, fatto da Matteuccio di Gio. Sassi e di Perna sua moglie a favore di Luca quondam Pietro Pelcelli per 8 fiorini d’oro. Rogato da Tommaso quondam Federico Amatesi not. 14) 1355 31 ottobre. Ind. 8. Istrumento di locazione d’un certo orto, fatto da Stefano Paloptio Can.co di s. Maria Maffiore Vicario e Priore generale del Cardinale Pietro Diacono di S. Maria Nuova a favore di Fuzio quondam Pietro Berardo detto Cappitella p. 19 anni con annua risposta di 100 soldi di provini senesi. Rogato da Paolo quondam Niccolò et scriba et Not. 15) 1356 10 ottobre. Ind. 10. Istrumento di possesso preso dalla metà d’alcune case da Pietro. Rogato da Giov. Quondam Giacomo Giordani not. 16) 1356 6-18 dicembre. Ind. 10. Istrumento di divisione fra Lellio Porcelli Amatori del rione Colonna, e Niccolò Tomasozio quondam Pietro quondam Tommasio del rione S.Eustachio. 17)1370 24 dicembre – Roma Fra Giovanni di... e fra Pietro Paolo degli Annibaldi, monaci olivetani residenti a S. Maria nova di Roma si appellano contro l'ingiunzione di recarsi a Montecassino (Reg. Oliv. I,44) Nel 1372 fu creato cardinale Fra Pietro Tartaro, già Priore di Santa Maria Nova e poi abate di Monte Cassino 18) 1383. – Testamento di Pietro de Casseris legis doctor sotto papa Urbano VI in una cappella edificata a nuovo, fatta edificare sotto il nome e il titolo della B. Vergine e di S. Gregorio dal Casale di Tor Vergata posto fuori di quel castello. Actum Romae in loco Capituli Ecclesiae Sanctae Mariae Novae presentibus et testibus Hardo Vendottinus, notarius de Rione Montis Bartheluccio…sutore et Petrusio filii dei Barthelutii de Rione Parionis - frater Naldino de Volaterris - frater Bart. S. de Parma - frater Johanne de Padua - frater Alberto de Alemanna - Cola Jacobi di Alemanna oblato - Et Petro de Corsica converso et oblato Sanctae Mariae Novae et fratribus testibus ad predicta vocatis et rogatis. Ego Paulus Janosi de Cadderis civis Romanus publicus et sacra prefecture authoritate notarius predictus omnibus interfui eaque scripsi et in publica forma redegi munito et lito signo suae mani rogatus reg… VOLUME VII° =========== Passando a più di un secolo dopo stralciamo ancora alcuni transunti di atti capitolari della comunità di S. Maria Nova, senza conoscere però tutto il periodo della frequenza di Santa Francesca Romana, perché il volume oggi si trova all’archivio statale di Roma (A.S.R.) cassetta n. 30. Ottorino Montenovesi nel 1926 nella Rivista storica Benedettina (pagg.240-347) ci ha lasciato una preziosissima trascrizione in transunto delle pergamene sotto forma di regesto per gli anni 1400-1408. Possiamo anche di questo prezioso codice descrivere sommariamente l’elenco delle 87 pergamene con la data di ciascun atto. Solo di alcuni documenti che si riferiscono più direttamente al qualche monaco e in particolare ai loro nomi e alle vicende del monastero potremo ricordare il contenuto in modo più esteso. 1) (copia) Roma 19 gennaio 1400: testamento di Antonio del fu Giovanni di Matteo Martini: I monaci di S. Maria Nova subentrano per 1000 fiorini; lascia inoltre al mon. Di S. MarIA Nova, dove sceglie la sua sepoltura 100 fiorini. E’ presente all’atto Frate Paolo de Bucchabellis vicario del mon. Di s. Maria Nova e frate Gregorio Nannoli, sacrestano. Notaio che rogò l’atto: Nardo del fu Puzio Venectini 2) Roma 21 gennaio 1400: Codicillo al testamento di Antonio del fu Giovanni 3) Roma 20 gennaio 1400. Testamento di Costanza, vedova di Lorenzo de Pontianis 4) (copia) Roma 20 gennaio 1400: Parte del testamento di Costanza e codicillo. 5) Roma 25 gennaio 1400: Cvodicillo al testamento di cui al n. 3: Si revoca la donazione ai poveri di quanto rimarrà dei beni della testatrice, che si attribuisce alla chiesa di S. Maria Nova. 6) Roma 17 febbraio 1400: Il notaio Nardo Venectini, procuratore del monastero di Santa Maria Nova chiede il pagamento dei 166 fiorini come erede principale e universale secondo il testamento di Giacoma del 14 aprile 1393, ma invano. 7) Roma 27 febbraio 1400: Il notaio Nardo Venectini di Ponte, procuratore del monastero di S. Maria Nova stabilisce le procedure e le conseguenze del testamento del fu Paluzio de Poncianis, alias Capograsso 8) (Copia) Roma 5 marzo 1440: Testamento di Lorenzo di Lello Paulo di Ripa. Stabilisce che i beni della moglie Paola, se non permane nello stato vedovile per la metà andranno alla chiesa di Santa Maria Nova. Notaio: Stefano di Paolo di Angelo Scherviarii. 9) Roma 15 marzo 1400. Bolla del papa Bonifacio IX° che privilegia l’altare della Madonna nella chiesa di saanta Maria Nova, accordando ogni anno ai fedeli che abbiano ricevuto i sacramenti l’indulgenza di 7 anni e altrettante quarantene in alcune festività, e nelle feste dei SS. Pietro e Paolo e nella Pentecoste l’indulgenza di 100 giorni . La pergamena è rubricata, ma manca il piombo che pendeva. “Bonifacius episcopus serus servorum Dei…Cum itaque sicut accepimus in ecclesia Monasteri Sanctae Mariae novae de Urbe, ordinis sancti Benedicti Montisoliveti nuncupati, quoddam altare in honorem et sub vocabolo beatae Mariae Virginia constructum nondum consecratum existat, nos capiente ut dictum altare postquam illud consecratum fuerit,,” Datum Romae, apud Sanctumpetrum, idibus martij, pontificatus nostri anno undecimo. 10) Roma 13 maggio 1400. (Il figlio del notaio Nardo Venectini) Il chierico romano Giovanni di Nardo Venectini riceve il canonicato della chiesa di S. Giovanni in Laterano e ne prende possesso all’ora di terza. Notaio Pietro di Nicola di Andrea Signorilis. 11) (Copia) Tivoli 21 maggio 1400. Testamento di Paolo di maestro Angelo da Tivoli nomina eredi i figli Angelo, Giorgio e Vanna. 12) (Copia) Roma 1 gennaio 1400.Testamento di Tucio del fu Lello Carazonis di Ripa. Morendo i suoi figli senza discendenza lascia alla chiesa di santa Maria Nova la metà di un Casale detto Sette Vassi. Nomina esecutore testamentari il priore della chiesa di Santa Maria Nova, sua moglie Paravisa, il rettore della chiesa di S. Gregorio ai Quattor Capi, Antonio, al quale fra gli altri lascia quattro fiorini. Notaio Stefano di paolo di Angelo Scrinarij, imp. Auct. Not. 13) (Copia) Roma 1 gennaio 1400. Altro testamento di Tucio. Ad istanza di Manello di Giovanni di Manello da Amatrice, procuratore ed economo del monastero di Santa Maria Nova il 25 maggio 1400 viene aggiunta la sottoscrizione di Bartolomeo Cappella, da Subiaco dottore in legge che ratifica l’atto. C’è pure la sottoscrizione del Notaio Nardo del fu Pacio Venectini. 14) –15 (Copie) Roma 1 gennaio 1400. Altri due esemplari come sopra. 16) Roma 5 giugno 1400. Testamento di Paluzio teuli meta, di Ripa. Se sua figlia Andrea morirà senza figli la terza casa a Ripa nell’isola Licaonia, parrocchia di S. Giovanni dell’Isola, passerà al monastero di Santa Maria Nova. Notaio Pietro Paolo di martino Cenci, imp. Auct.not. (S.T.) 17) Roma 19 giugno 1400. Testamento di Paolo del fu Cecco di Pellegrino de Pellegrini, di Parione. Se mancheranno figli maschi, metà della sua tenuta detta Palazzo, fuori della porta Appia, in partibus Latii, in districtu urbis, toccherà al monastero di S. Maria Nova; mancando gli esecutori testamentari nominati , a tempo opportuno subentreranno il priore di s. maria Nova e il guardiano di S, Maria in Aracoeli. Notaio Antonio di Lorenzo di Stefanello da Scamiis. Il 2 dicembre il testamento venne presentato per conto degli interessati dall’altro notaio Nardo venectini, il quale chiese che se ne sentenziasse l’esecutorietà. 18) Roma 27 giugno 1400. Testamento di Florenzio del fu Cesso di Giacomo di cesso da Capuccinis, signore di castel Arcione…Stabilisce di essere sepolto nella chies adi S. Maria Nova a cui dona, sul Castello suddetto 200 fiorini, e nomina esecutori testamentari la sua amica Mabilia, l’ava materna Paola del fu Iannotto di S. Eustachio. Notaio Nicola di Cola di Giovanni. Jordani imp. Auct. Not. (S.T.) 19) Roma 1 luglio 1400. Testamento di Bartolomeo Francisci da Pistoia, preposito della chiesa di S. Stefano di prato, nella diocesi di Pistoia. Il suddetto Bartolomeo dispone di esser sepolto nella chiesa del monastero di San Benedetto di Pistoia, di Monteoliveto, da lui fondato nel caso morisse nella Tuscia, a Roma, o nelle terre del Patrimonio di san Pietro e del Ducato di Spoleto, altrimenti nella chiesa del Frati Predicatori di quel luogo qualsiasi dove fosse avvenuta la morte. Inoltre lascia al monastero di Monteoliveto tutti i suoi libri di teologia e le sue pianete, piviali ed altro a uso degli altarti, 2 calici di argento con le patene, un messale grande e 200 fiorini d’oro per costruire la sacrestia e i rispettivi armadi. Se mancheranno gli eredi universali soprannominati erediterà il monastero di monteoliveto. Fra gli altri esecutori testamentari sono nominati i priori dei monasteri di Santa Maria Nova di roma e di san benedetto di Monteoliveto o altri non potendo costoro. Notaio Giovanni Molendinari, chierico di Minden, imp. auct.not. (Archivio Santa Maria Nova) 20 Roma 7 luglio 1400. Testamento di Lello Pescioni, della regione Arenula. Lascia alla chiesa di Santa Maria Nova, per l’anima dei suoi morti, metà di un palazzo (sale, camere, piano terreno, portico e pertinenze) in Parione, e la chiesa dovrà prima pagare agli esecutori testamentari 25 fiorini d’oro al computo di 47 soldi di provisini per ogni fiorino.. di tali fiorini 18 serviranno a soddisfare alcuni legati, ed il resto per persone bisognose: i frati medesimi di Santa Maria Nova pregheranno Dio per l’anima sua e dei suoi defunti. Notaio: Antonio di maestro Paolo Angelj, ap. Et imp. Aut. Not. 21 Roma 24 luglio 1400 Il notaio Nardo Venectini quale procuratore del monastero di S. Maria Nova prende possesso della metà del palazzo di cui al regesto precedente, col ricevere degli esecutori testamentari le serrature e i catenacci del medesimo e le solite altre formalità e paga i 25 fiorini richiesti dalle disposizioni del testamento di Lello di Paolo Pescioni. Notaio Antonio Gaytani, imp. Auct. Not. 22 (copia) Roma 8 settembre 1400. Atto notarile degli sponsali e della parentela tra Giacoma di di Francesco Mathei di Ripa e Paolo di Antonio Pasqualis della regione Colonna. Notaio Simiozio del fu Nuzio di Coluzia Symeonis, imp. Auct. Not. Ha fatto dono della sua dote per l’anima sua e i suoi morti. 23. Roma 22 ottobre 1400 Testamento di Mattea vedova di Coluzia Vasi dei Monti, nomina erede universale il monastero di Santa Maria Nova con alcuni obblighi. Nomina esecutori testamentari il priore del monastero suddetto. NotaioPietro della Danaro, ap.et imp. auct.not. 24bis. Roma, 20 agosto 1403. Codicillo al testamento di Mattea. Ordina di venire sepolta a S. Maria Maggiore…e fra donazioni ad altri, conferma eredi universali i monaci di s. Maria Nova. Notaio Pietro della Danaro. 24 tris. Roma 11 novembre 1403. Altro codicillo della stessa Mattea, che fa altre donazioni a diversi. Notaio Pietro della Danaro. 25. Roma 15 aprile 1401. La nobildonna Agnese, vedova di Giovanni Vivaldi, di Campo Marzio vende a Vittore de Pace da Venezia decretorum doctor una casa a piano terreno. Notaio Paolo di Pietro Arancini, ap. auct. Not. 26. Roma 27 maggio 1401. Testamento di benvenuta, moglie di Nalluzio tabernarii, di Parione, nomina eredi universali 3 poveri..e dopo la morte del marito che durante la vita l’avrà in usufrutto, passerà dopo la sua morte in possesso al monastero di S. Maria Nova la casa suddetta. Notaio Nardo del fu Domenico di Giovanni Bonianni, imp. Auct. Not. (S.T). (A tergo si legge:”E alla morte del marito:”..potemo avere la possessione”). 27. Roma 15 giugno 1401. Nicola Vordis dottore dell’una e dell’altra Segnatura, a proposito della causa che si dibatteva tra Bartolomeo Francisci e Michele Bartholomei, monaco vallombrosano. Notaio Guerardo de Oerscot, chierico della diocesi di Liegi. 28. Roma 6 novembre 1401. I canonic della basilica ad Sancta Sanctorum danno in affitto in enfiteusi un loro orto. Notaio Domenico di Vanni Mathey da Viterbo. (Non riguarda il monastero di S. Maria Nova). 29. Novembre 1401. Una pergamena molto danneggiata che non riguarda S. Maria Nova. 30. Marino 10 marzo 1402. Il n. u. Pietro de Pasarellis, milite da Napoli fa presente al notaio che roga l’istrumento he il monastero di S. Maria Nova, proprietario di quondam pedicam terre, vocata poedica, nella tenuta di Torre del casale della marana, appartenente al monastero stesso di s. Maria, è tenuto a corrispondergli secondo il diritto e la consuetudine le erbe che crescevano lungo gli altri lati della pedica stessa e lo spicatico, contro l’opinione del monastero di S. Maria, rappresentato dal priore Fra Pietro da Sardegna. Ambedue le parti si rimettono quindi al parere di esperti. Marino stessa data. Gli esperti Giovanni de Luppa, Marino di Giovanni Iacobi e Giovanni Jacobicti dichiarano che la pedica in questione non appartenne mai al territorio marinese e quindi nessuno all’infuori del monastero di S. maria Nova può accamparvi diritti. Notaio Cecco di Nuzio Carli. Imp. 31. Roma 12 marzo 1402. Testamento di Perna vedova di Cecco Paulini di Parione oltre a varie donazioni dispone che 2 vasi vinari siano donati al monastero di S. maria Nova, come da istromenti dell’abate di S. Paolo, Santo, giò notaio, e dispone inoltre che il frutto della vendita di una casa nella regione di Ponte si doni alla chiesa di S. Maria Nova. Il rogito avviene nel monastero di san Paolo fuori le mura con i nomi di alcuni monaci presenti. Notaio Antonio di maestro Paolo Angeli (S.T.). 32. Roma 14 marzo 1402. Giacomo dei Piscioni di Nucio di Pietro di maestro Raimondo. L’istrumento viene pubblicato dopo la morte del Parione, dà come pegno dotale a Co Notaio Nicola del fu suddetto Paolo, avvenuta il 18 ottobre 1429.la di Antonio Santi metà di un palazzo colonnato, di cui l’altra metà appartenva alla chiesa di S. Maria Nova, nella regione di Parione